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Supermercati, occhio alla truffa: cosa sta succedendo

Da tempo circola una truffa nei supermercati italiani. I consumatori devono stare molto attenti, perchè il loro portafoglio è a rischio. Si tratta di una truffa applicata sui prodotti presenti sugli scaffali. Pochi se ne accorgono e al contrario molti vengono ingannati anche grazie alle tecniche di marketing imposte dalle multinazionali. In questo articolo vi sveliamo nei dettagli di cosa si tratta. (Continua dopo la foto…)

Supermercati, occhio alla truffa

Non solo il rincaro dei prezzi dovuto alla crisi economica e alla guerra in Ucraina, adesso gli italiani devono stare attenti anche alla truffa che circola da giorni nei supermercati di tutto il paese. La truffa è applicata sui prodotti, distribuiti nei supermercati dalle grandi multinazionali. È tempo di crisi per tutti e le aziende cercano di massimizzare gli utili in ogni modo, questa volta però a discapito dei consumatori. Per questo motivo tenete bene gli occhi aperti quando andate ad acquistare i prodotti che vi servono nei supermercati. Di seguito vi spieghiamo qual è la truffa che sta circolando. (Continua dopo la foto…)

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La truffa

La truffa che circola nei supermercati da un po’ di tempo prende il nome di “shrinkflation“. Si tratta di una parola composta da ‘shrink’, che in inglese significa ‘restringere’, e ‘inflation’, che vuol dire ‘inflazione’. Si tratta di una pratica diffusasi negli anni ’60 e ’70, quando i produttori, di fronte all’inflazione incontrollata, hanno trovato un modo per massimizzare gli utili senza aumentare i prezzi. Essi, infatti, agiscono sugli imballaggi, ma così facendo colpiscono il consumatore. Quest’ultimo, infatti, ha la tendenza di stare attento al prezzo, più che all’imballaggio. La riduzione della quantità di prodotto è inoltre accompagnata da una rinnovata confezione con un rifacimento visivo, che rende più accattivante il prodotto stesso.

Attraverso lo ‘shrinkflation’, dunque, l’azienda impone lo stesso prezzo da pagare per un determinato prodotto, ma in cambio acquistiamo una quantità minore. L’obiettivo è far credere al cliente che non provi un’eccessiva sensazione di “impoverimento” . Tale pratica non avviene solo in Italia, ma in molti paesi del mondo.

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