
SOCIAL. Nella tranquilla città di Potenza, l’ombra di un mistero lungo trent’anni sembrava non voler svanire. Il nome di Elisa Claps, giovane ragazza potentina scomparsa il 12 settembre 1993, era rimasto impresso nella memoria collettiva. Oggi, dopo anni di attesa, un nuovo sviluppo sembra scuotere la comunità e riportare alla luce quel dramma irrisolto.
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Caso Elisa Claps: la riapertura della Chiesa della Trinità
Una notizia inaspettata ha catturato l’attenzione di tutti: la chiesa della Santissima Trinità a Potenza è stata riaperta. Un luogo che nel 2010 è stato teatro di un ritrovamento tragico, quando il cadavere di Elisa Claps fu finalmente scoperto nel sottotetto. La riapertura, avvenuta solo per mezz’ora, ha suscitato emozioni contrastanti nella comunità locale. La decisione di riaprire la chiesa non è stata priva di controversie. La famiglia Claps ha espresso chiaramente la sua opposizione a questa scelta, che ha riaperto vecchie ferite. La chiesa, situata lungo la via Pretoria, strada principale della città, è stata al centro di dibattiti accesi. Tuttavia, il progetto di riapertura è stato avviato nonostante le riserve.
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L’annuncio della diocesi
La diocesi ha annunciato i dettagli della riapertura. Inizialmente, la chiesa rimarrà aperta dalle 8.30 alle 12 e dalle 17 alle 20. Tuttavia, la vera novità sta nell’intento di trasformare questo luogo in un rifugio di “preghiera silenziosa”. La chiesa della Santissima Trinità non sarà solo un edificio religioso, ma un luogo dove trovare conforto spirituale e interiore, un’adorazione intima e riflessioni sulla sacralità della vita. È interessante notare che questa decisione è in linea con un indirizzo espresso da Papa Francesco. L’arcivescovo di Potenza, monsignor Salvatore Ligorio, ha evidenziato che la riapertura della chiesa è un passo verso la riconciliazione e la guarigione per la comunità potentina, profondamente colpita da questa tragedia irrisolta.
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Le reazioni dalla comunità e dalla famiglia Claps
La riapertura della chiesa ha suscitato reazioni diverse. Gildo Claps, fratello di Elisa, ha espresso il suo dissenso, affermando che l’apertura della chiesa sembrava un atto furtivo, come quello di ladri di verità. Gildo Claps ha descritto come l’ombra di questa vicenda abbia offuscato la verità per tre decenni e ha espresso il desiderio che la comunità di Potenza non si rechi nella chiesa.