Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

Insulti pesanti a Meloni nello studio di Lilli Gruber: é bufera (VIDEO)

Leader centrodestra sul palco al Palapartenope di Fuorigrotta

La recente esibizione pubblica dei leader del centrodestra durante un evento elettorale a Napoli ha sollevato un intenso dibattito politico e mediatico. Sul palco del Palapartenope, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il vicepremier Matteo Salvini e il leader dei Moderati Maurizio Lupi sono stati protagonisti di una scena che ha immediatamente catturato l’attenzione nazionale. I quattro, riuniti per sostenere la candidatura di Edmondo Cirielli alle regionali in Campania, si sono lasciati coinvolgere dall’entusiasmo della platea, partecipando attivamente al coro “Chi non salta comunista è”. (Il video a pagina 2)

Leggi anche: Bomba su Meloni, poi Schlein e Conte: dati chiarissimi. Escalation clamorosa

Le critiche arrivate in diretta a Otto e Mezzo

L’episodio, avvenuto in un clima di grande partecipazione, è stato successivamente oggetto di forti critiche in studio a Otto e Mezzo. La giornalista Lilli Gruber ha espresso perplessità sulla condotta dei leader, definendo il gesto «non da Presidente del Consiglio o politico serio». Durante la stessa trasmissione, Andrea Scanzi ha rincarato la dose, affermando senza mezzi termini che si è trattato di «una cafonata gigantesca» e ironizzando: «Ho temuto per le ernie di Tajani». Le immagini e i video diffusi in rete hanno acceso ulteriormente il confronto, dividendo l’opinione pubblica tra chi condanna l’episodio e chi lo difende come spontaneità politica.

Il contesto dell’evento e la posizione dei protagonisti

L’iniziativa politica al Palapartenope è stata organizzata per sostenere la candidatura di Edmondo Cirielli, figura di spicco del centrodestra campano. L’ingresso in sala dei leader di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Moderati è stato accompagnato dalle note dell’inno di Mameli, in un clima di festa che ha coinvolto pubblico e protagonisti.
Il celebre coro “Chi non salta comunista è” ha fatto da colonna sonora all’uscita dei politici sul palco, trasformando il momento in una scena carica di energia e partecipazione.
Inizialmente osservatori, i leader hanno poi deciso di unirsi ai sostenitori, saltando e cantando insieme a loro. Un gesto che, secondo i promotori dell’evento, rappresentava un segnale di vicinanza alla base.
Il gesto, però, non è stato percepito in modo univoco: la stampa e gli opinionisti progressisti hanno sottolineato la necessità di un comportamento più sobrio da parte delle figure istituzionali.

Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva

Successiva
Pagine: 1 2
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure