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Sondaggi, cosa succederebbe se si votasse oggi in Italia: i dati parlano chiaro

Grafico dei sondaggi politici Lab21 che mostra le intenzioni di voto dei principali partiti

Il nuovo sondaggio Lab21 restituisce l’immagine di un sistema politico che, pur in presenza di tensioni sociali e pressioni internazionali, appare complessivamente stabile negli equilibri di fondo. Il quadro delle intenzioni di voto evidenzia un centrodestra in vantaggio netto e una opposizione che, pur registrando alcuni segnali di tenuta, continua a presentarsi frammentata e priva di una proposta realmente unitaria.

Sullo sfondo della rilevazione, condotta da Lab21 in un contesto segnato dal dibattito sulla legge di bilancio, dal costo della vita in crescita e da un clima di costante incertezza sul fronte della politica estera, l’elettorato sembra preferire la conservazione degli assetti esistenti rispetto a ipotesi di cambiamento profondo. Le dinamiche rilevate sono dunque lente, ma significative per comprendere gli orientamenti di medio periodo.

Il sondaggio fotografa anche l’effetto delle recenti discussioni su temi sensibili come la gestione dei cittadini italiani detenuti all’estero, le crisi in aree critiche come il Venezuela e le tensioni legate alle misure economiche per famiglie e imprese.

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Fratelli d’Italia e Partito Democratico: leadership confermate ma spazi di crescita limitati

Secondo il sondaggio Lab21, Fratelli d’Italia resta saldamente il primo partito. La formazione guidata da Giorgia Meloni si attesta al 30,4%, con una variazione positiva contenuta (+0,1%) rispetto alla precedente rilevazione. Il dato segnala un consenso robusto e radicato, ma anche una fase di sostanziale stazionarietà.

Il Partito Democratico raggiunge il 20,1%, in crescita anch’esso di 0,1 punti percentuali. Il PD rafforza così il proprio ruolo di principale forza di opposizione, ma senza ridurre in modo significativo il distacco dal partito di governo.

Il Movimento 5 Stelle e il campo progressista: consensi in calo e difficoltà di espansione

Il Movimento 5 Stelle registra una flessione e scende al 13,2%, con un decremento di 0,1 punti percentuali. Pur trattandosi di una variazione minima, il dato conferma una fase di assestamento complessa, in cui il M5S fatica a trasformare le proprie battaglie su temi sociali, economici e istituzionali in nuovo consenso elettorale.

Alleanza Verdi Sinistra arretra al 5,8% (-0,1%), evidenziando le difficoltà delle forze ambientaliste e di sinistra nel consolidare la propria base. Nel complesso, il campo progressista non appare in grado di mettere in discussione la supremazia del centrodestra.

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