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Can Yaman a C’è posta per te nonostante il caos, cosa ha fatto: “Quel gesto non è passato inosservato”

Can Yaman nello studio di C'è posta per te durante la sorpresa a nonna Fina

News Tv. La nuova stagione di C’è posta per te è ripartita con una puntata ad alta densità emotiva, confermando il ruolo centrale del programma di Maria De Filippi nel racconto delle storie familiari più complesse e delicate della televisione italiana. La trasmissione andata in onda sabato 10 gennaio 2026 su Canale 5 si è conclusa con un lungo segmento dedicato a una vicenda di resilienza familiare, al cui centro c’era nonna Fina e, come ospite d’eccezione, l’attore turco Can Yaman.

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La storia di una famiglia segnata dal lutto

La vicenda proposta a C’è posta per te ha riguardato Francesca, Jessica, Noemi e Gabriele, quattro fratelli che hanno attraversato sin da piccoli eventi traumatici molto pesanti. Nel 2010 hanno perso la madre in seguito a una malattia improvvisa, un evento che ha determinato una frattura profonda nella loro quotidianità. Il più giovane dei fratelli, Gabriele, all’epoca aveva soltanto quattro anni e si è trovato a crescere in un contesto familiare sconvolto da un dolore improvviso e destabilizzante. Il padre, colpito da una depressione grave successiva alla morte della moglie, non è riuscito a garantire una gestione stabile della famiglia numerosa. Come spesso accade in situazioni di lutto non elaborato, la sofferenza emotiva si è tradotta in una difficoltà concreta nel mantenere equilibrio, organizzazione e presenza costante nella vita dei figli. In questo quadro complesso, la figura di nonna Fina è emersa come elemento determinante per la sopravvivenza affettiva e pratica del nucleo familiare.

La nonna ha scelto di accogliere tutti i nipoti nella propria abitazione, assumendo il ruolo di seconda madre e diventando la principale responsabile della loro crescita. Oltre alle necessità materiali – cibo, casa, scuola – si è fatta carico degli aspetti educativi, dei compiti quotidiani e dei momenti emotivamente più delicati, cercando di supplire all’assenza della madre e alla fragilità del padre. La trasmissione ha ricostruito questi passaggi con dovizia di particolari, mettendo in luce la continuità del suo impegno nel corso degli anni. Il fardello emotivo sulle spalle di nonna Fina si è aggravato ulteriormente due anni fa, quando la donna ha dovuto affrontare la perdita di un’altra figlia. Questo nuovo lutto ha riaperto ferite mai del tutto rimarginate, inserendosi in un percorso di vita già segnato dal dolore. Nonostante ciò, la nonna non ha interrotto il proprio ruolo di riferimento: secondo il racconto dei nipoti, è rimasta il pilastro della casa, continuando a garantire stabilità, regole e affetto in un contesto familiare spesso messo alla prova da difficoltà economiche ed emotive.

Il ringraziamento pubblico dei nipoti a nonna Fina

I quattro fratelli hanno deciso di rivolgersi a Maria De Filippi con l’obiettivo di esprimere alla nonna un ringraziamento pubblico per i sacrifici compiuti negli anni. Hanno chiesto alla redazione di organizzare una sorpresa che permettesse a nonna Fina di vivere almeno una serata di leggerezza dopo una vita interamente dedicata agli altri. La presenza in studio di ospiti famosi è una cifra stilistica consolidata del format, e in questo caso la scelta è ricaduta su Can Yaman, volto molto amato dal pubblico italiano. Nel momento dell’apertura della busta, la reazione di Fina è apparsa spontanea e immediata. La donna è passata da uno sguardo incredulo a una risata limpida quando ha visto i nipoti schierati davanti a lei, pronti a raccontarle quanto fosse stata importante nella loro vita. La regia ha insistito sui primi piani dei volti dei protagonisti, mostrando la commozione dei ragazzi e la sorpresa della nonna, in un clima di forte partecipazione emotiva in studio.

Seduta accanto a lei, Maria De Filippi ha assunto il ruolo di mediatrice del racconto, come da consuetudine del programma. La conduttrice ha letto una lettera particolarmente toccante scritta dai nipoti, in cui venivano ripercorsi i momenti più difficili e, al tempo stesso, i gesti di cura quotidiana che hanno permesso loro di crescere in un ambiente protetto. Nel testo, nonna Fina è stata definita “la marescialla” per il suo approccio rigoroso ed esigente, ma sempre accompagnato da una profonda attenzione educativa e dall’obiettivo di garantire una casa sicura. Dalle parole dei ragazzi è emerso il ritratto di una donna che ha imposto regole, orari, disciplina e impegno nello studio, considerandoli strumenti necessari per offrire ai nipoti un futuro più stabile. Allo stesso tempo, è stato sottolineato come, dietro a questa fermezza, ci fosse un affetto costante, espresso attraverso piccoli gesti quotidiani, come la preparazione dei pasti, l’accompagnamento a scuola, il sostegno durante gli esami e la presenza nei momenti cruciali della crescita. Le difficoltà attraversate sono state descritte metaforicamente come “tempeste della vita”, superate grazie alla presenza instancabile della nonna.

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