
Xabi Alonso non è più l’allenatore del Real Madrid. Il club blanco ha ufficializzato l’esonero del tecnico spagnolo con un comunicato diffuso nelle ultime ore, sottolineando come l’ex centrocampista resterà «una leggenda del Real Madrid» e che «questa sarà sempre casa sua».
La decisione è maturata meno di 24 ore dopo la sconfitta nella finale di Supercoppa di Spagna contro il Barcellona, vinta dai blaugrana per 3-2 a Gedda. Un ko pesante, non solo per il valore del trofeo ma soprattutto per il peso simbolico della rivalità, che ha accelerato una riflessione già in corso ai vertici del club.
Nel comunicato ufficiale, il Real Madrid parla di una scelta presa «di comune accordo» con l’allenatore, ringraziando Alonso e il suo staff per il lavoro svolto. Una formula che, nella prassi madridista, accompagna spesso separazioni figlie di risultati ritenuti insufficienti rispetto agli standard del club.

A pesare sull’esonero sono stati soprattutto i risultati recenti e una percezione crescente di fragilità strutturale della squadra, emersa nelle partite chiave. Nonostante una finale giocata fino all’ultimo e un atteggiamento combattivo, la doppietta di Raphinha ha evidenziato limiti difensivi e difficoltà nella gestione dei momenti decisivi.
Negli ultimi mesi, il Real Madrid aveva mostrato segnali di discontinuità, alternando buone prestazioni a passaggi a vuoto nei big match. Il progetto tecnico di Alonso, apprezzato per idee e identità, non è riuscito a garantire quella continuità di vittorie che il presidente Florentino Pérez considera imprescindibile.
Dal punto di vista tattico, anche nella finale di Supercoppa Alonso aveva tentato un approccio più prudente, adottando un modulo “ad albero di Natale” ispirato all’era Ancelotti, per contenere il Barcellona e colpire in transizione. Una scelta che ha funzionato solo in parte e che ha alimentato il dibattito su una presunta rinuncia alla sua filosofia offensiva.

La critica spagnola, tuttavia, non è stata unanime nel bocciare il tecnico. Testate come El País hanno sottolineato come «il piano di Xabi Alonso abbia funzionato fin dove possibile», evidenziando anche segnali positivi come la ripresa di Vinícius Jr., apparso in crescita dopo settimane difficili.
Resta centrale, nel bilancio dell’esperienza di Alonso, il problema irrisolto del centrocampo. L’addio di Toni Kroos prima e quello di Luka Modrić poi hanno lasciato un vuoto di qualità e leadership mai davvero colmato, con una squadra ricca di muscoli ma povera di regia e visione.
L’esonero di Xabi Alonso apre ora una nuova fase per il Real Madrid, chiamato a scegliere se puntare su un profilo di garanzia immediata o su un altro progetto a medio termine. Per Alonso, invece, si chiude un capitolo breve ma intenso, che non cancella il suo status di uomo simbolo del madridismo, né le prospettive future su panchine di primo livello.