Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

“Lasci un vuoto enorme”. Televisione in lutto, il grande attore sconfitto dal cancro

Nelle prime ore del mattino, quando i social sono ancora avvolti da una calma apparente, una notizia inizia a farsi strada in silenzio. Prima un post, poi una condivisione, quindi una scia di commenti increduli. In poche righe, un annuncio asciutto ma carico di dolore interrompe la normalità di migliaia di persone, soprattutto tra chi ama le serie cult degli anni Novanta e vive ancora di ricordi televisivi.

Nel giro di poco, quel messaggio diventa il fulcro di un tam tam digitale: le fan page si riempiono di vecchie locandine, fotogrammi sgranati, spezzoni di scene che avevano fatto sognare un’intera generazione. Non c’è ancora spazio per i dettagli, ma una cosa è chiara: un volto simbolo di un’epoca, un interprete associato a fascino, carisma e grande successo televisivo, non c’è più.

A emergere, dietro quelle poche parole, è la storia di una lotta lunga e silenziosa, durata tre anni, contro una forma aggressiva di cancro alla gola. Una battaglia combattuta lontano dai riflettori, mentre il pubblico continuava a rivederlo nelle repliche, nelle clip condivise online, nei ricordi che affioravano ogni volta che il suo nome compariva in una discussione tra appassionati di fiction britannica.

Morto l’attore Marcus Gilbert, il dolore della famiglia e dei fan

La conferma arriva poco dopo, trasformando i sospetti in certezza. La scomparsa è avvenuta di domenica e, da quel momento, il vuoto lasciato dall’attore ha iniziato a farsi sentire ben oltre le mura di casa. A piangerlo ci sono innanzitutto i suoi due figli, Maxi e Aaliya, entrambi 29enni, chiamati a fare i conti con un’eredità umana e artistica che pesa quanto l’assenza.

Nei commenti che affollano la rete si intrecciano il lutto privato e quello collettivo. Frasi brevi, foto d’epoca, ricordi personali: ognuno sembra avere un momento, una scena, un sorriso da raccontare. È la misura di quanto quella figura abbia attraversato il tempo, restando impressa nella memoria di chi lo aveva visto sullo schermo almeno una volta.

Marcus Gilbert, nato a Bristol, era diventato celebre in particolare grazie al personaggio di Rupert Campbell-Black nella versione televisiva del 1993 di Riders, tratta dal romanzo di Jilly Cooper. Un ruolo spavaldo, glamour, che aveva scolpito il suo volto nell’immaginario del pubblico e lo aveva trasformato in uno dei riferimenti della televisione britannica di quegli anni.

Leggi anche: Sorpresa Filippo Bisciglia, il bacio con la famosa è uno choc per il pubblico: la verità

Ritratto dell’attore Marcus Gilbert in uno dei suoi ruoli più celebri

L’annuncio della morte di Marcus Gilbert e il messaggio dei fan

A dare voce ufficiale a quanto stava già circolando è un sito di fan dedicato all’attore, che su Facebook pubblica una nota destinata a diventare virale in poche ore. In quel testo, semplice e diretto, si legge: “Oggi abbiamo appreso la triste notizia che Marcus ha perso la sua battaglia contro il cancro domenica 11 gennaio 2026… Noi, insieme ai suoi numerosi fan in tutto il mondo, piangeremo la sua perdita e ricorderemo la gioia che ci ha regalato sullo schermo e di persona. RIP Marcus”.

Quelle righe vengono rilanciate centinaia di volte, trasformandosi nel punto di riferimento per chi cerca conferme, per chi vuole lasciare un pensiero o anche solo un cuore. In assenza di comunicati ufficiali, sono proprio i fan a costruire una sorta di memoriale digitale, condividendo scene, battute, interviste d’archivio.

Dietro la dimensione pubblica, però, c’è un percorso personale segnato da prove durissime. Negli anni più complessi, Marcus Gilbert aveva dovuto affrontare non solo la malattia, ma anche una serie di eventi che avevano messo alla prova la sua famiglia, trascinandola in un tunnel di ospedali, terapie, attese.

Marcus Gilbert in posa durante la sua carriera di attore

La malattia, il lutto e le sfide nella vita privata

Nel 2020, la figlia aveva reso pubblico un ulteriore colpo del destino: al padre era stato diagnosticato il morbo di Parkinson. Una notizia che arrivava mentre la moglie, Homaa Khan-Gilbert, medico, stava combattendo la sua battaglia contro un cancro al pancreas. Una doppia fragilità che trasformava la quotidianità in un percorso a ostacoli, fatto di reparti, esami e speranze tenaci.

Quella lotta, tuttavia, non aveva avuto il lieto fine sperato. Homaa era morta nello stesso anno, dopo 28 anni di matrimonio, a causa di complicazioni insorte in seguito a un intervento chirurgico e a un lungo periodo in terapia intensiva. Per chi conosceva la coppia, quella perdita aveva rappresentato uno spartiacque, la fine di un equilibrio costruito nel tempo.

Alla notizia della morte di Marcus, molti ricordi hanno unito idealmente le due figure. Sui social, tra i commenti, si leggono frasi come: “Tornato a casa, tra le braccia degli angeli e di Homaa… Oh mio Dio. RIP Marcus… Così triste… Una notizia così triste…”. Parole che raccontano non solo il rimpianto per l’attore, ma anche l’immagine di una storia d’amore spezzata e ora, simbolicamente, ricomposta.

I tributi a Marcus Gilbert e il ricordo dei colleghi

Il lutto che attraversa il mondo dei fan viene presto condiviso anche da chi ha lavorato con lui. Tra i messaggi che emergono, colpisce quello del collega Toby Hadoke, che decide di omaggiarlo con tre immagini e una frase che ne riassume l’essenza artistica e umana: “Un attore affascinante, affascinante e forte, con un pizzico di brio…”.

Quel pensiero, apparentemente semplice, si riempie presto di commenti, reazioni, ricordi di set. Molti sottolineano la generosità sul lavoro, la capacità di alleggerire l’atmosfera, la disciplina con cui affrontava ogni ruolo. È come se, attraverso quelle voci, emergesse il ritratto di un uomo che dietro il fascino da protagonista conservava una notevole profondità.

Scatto di Marcus Gilbert in un momento della sua carriera

La storia d’amore con Lysette Anthony, dal set alla vita reale

Negli ultimi anni, il nome di Marcus Gilbert era tornato al centro dell’attenzione anche per una vicenda che sembrava uscita da una sceneggiatura romantica. L’attore, infatti, aveva ritrovato la sua antica co-protagonista del film Un fantasma a Monte Carlo, Lysette Anthony, spesso definita il “volto degli anni ’80” dal fotografo David Bailey. Dopo oltre tre decenni dal loro primo bacio sullo schermo, tra i due era nata una relazione reale.

La loro storia, raccontata da chi li conosceva, aveva colpito per intensità e discrezione. Un amico dell’attrice aveva spiegato: “È una storia d’amore seria e dura da un po’ di tempo. Sono una coppia adorabile. Lysette è pazza di lui”. Parole che restituivano l’immagine di un sentimento maturo, nato da un passato condiviso e rinato in un momento fragile della vita di entrambi.

Su Instagram, Lysette Anthony aveva scelto di raccontare quella felicità con immagini e piccoli frammenti di vita. Nel maggio 2023 aveva pubblicato un post alternando fotogrammi del film del 1990 a fotografie recenti, accompagnandole con la didascalia: “Il mio amore per sempre”. Una frase che oggi assume un valore diverso, quasi un congedo scritto in anticipo.

Una relazione segnata dalla malattia e dalla reciproca vicinanza

La loro unione era nata anche dall’incontro con la vulnerabilità. Marcus, infatti, aveva saputo che a Lysette era stato diagnosticato il morbo di Parkinson, la stessa patologia di cui lui stesso soffriva. A metterli in contatto era stato l’agente dell’attrice, dando avvio a un dialogo che, con il tempo, si era trasformato in un legame profondo.

Quella che all’inizio poteva sembrare solo una solidarietà tra persone che condividono la stessa battaglia fisica si era presto trasformata in una storia d’amore fatta di sostegno, cura reciproca e piccoli gesti quotidiani. Tra terapie, visite mediche e momenti di inevitabile stanchezza, i due avevano costruito una relazione intensa, seguita con affetto dai fan che li ricordavano giovani sul set.

Le immagini condivise dall’attrice – passeggiate, sorrisi complici, abbracci rubati – oggi circolano nuovamente, rilette alla luce della scomparsa di Marcus. Per molti, rappresentano la prova che, nonostante il peso della malattia, l’attore era riuscito a ritrovare una forma di felicità, fatta di presenza e di comprensione.

La carriera di Marcus Gilbert, tra Riders, Rambo III e Doctor Who

Al di là della dimensione privata, la vita di Marcus Gilbert è stata segnata da una carriera intensa e sfaccettata. Oltre al successo di Riders, l’attore aveva preso parte a produzioni cinematografiche di rilievo, come Rambo III, e aveva lasciato un segno anche nell’universo di Doctor Who, interpretando il personaggio di Ancelyn nell’arco narrativo “Battlefield”.

Negli anni Ottanta, il suo nome era circolato persino per un ruolo iconico come quello di James Bond: una candidatura di cui si era parlato molto e che lo aveva visto tra i possibili interpreti prima che la parte fosse assegnata a Timothy Dalton. Un’indicazione chiara di quanto fosse considerato un volto adatto al grande cinema d’azione e di charme.

La sua attività non si era limitata a film e serie. Nel corso della carriera, Marcus Gilbert aveva girato più di 50 spot pubblicitari, diventando un volto noto anche in quel settore. Tra questi, celebre lo spot per la Lee Jeans intitolato Mean Jeans, diretto da Willi Patterson e premiato nel 1986 come miglior spot cinematografico: un lavoro che molti appassionati di advertising ricordano ancora oggi.

Il saluto di Russell T Davies e l’eredità di Marcus Gilbert

Tra i tanti ricordi che hanno accompagnato la notizia della morte di Marcus Gilbert, uno dei più significativi arriva dal mondo di Doctor Who. Lo showrunner Russell T Davies ha scelto di salutare l’attore con poche parole, lasciate sotto il post di Toby Hadoke: “Oh, che triste notizia”.

Una frase breve, ma sufficiente a restituire la dimensione del lutto condiviso in un ambiente artistico che aveva visto in Gilbert non solo un professionista affidabile, ma anche un volto capace di restare nel cuore del pubblico. Lo stesso pubblico che, in queste ore, continua a cercare sue vecchie interpretazioni, come per trattenerlo ancora un po’ dallo scorrere del tempo.

Con la scomparsa di Marcus Gilbert, non se ne va soltanto un attore amato, ma un frammento di storia della televisione e del cinema britannico. Le sue interpretazioni, le storie d’amore sullo schermo e nella vita reale, le battaglie affrontate lontano dalle luci dei set restano come tasselli di un racconto più grande, destinato a sopravvivere nei ricordi di chi lo ha seguito, stimato e, in molti casi, amato come se fosse parte della propria vita.

powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure