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“C’è una bomba”. Paura in volo, arrivano i caccia militari: cos’è successo

Aereo Turkish Airlines Airbus A321 in volo sopra la Spagna

Giovedì 15 gennaio 2025, un normale volo Turkish Airlines da Istanbul a Barcellona, operato con Airbus A321 numero TK1853 e con circa 150 passeggeri a bordo, è stato improvvisamente al centro di un’allerta antiterrorismo. Tutto è iniziato quando un messaggio sospetto, visualizzato da un passeggero, ha fatto scattare i protocolli di sicurezza spagnoli: il comandante, informato della possibile presenza di un ordigno a bordo, ha contattato immediatamente i controllori di volo per segnalare la situazione.

Le normative internazionali impongono che ogni minaccia di bomba sia trattata come reale fino a verifica completa, e così è stato. In pochi minuti, l’Aeronautica militare spagnola ha disposto il decollo di due caccia per intercettare l’aereo, monitorarne i movimenti e intervenire in caso di comportamento anomalo, mentre a terra le autorità aeroportuali di Barcellona-El Prat preparavano un’area isolata per un eventuale atterraggio d’emergenza, lontano dai terminal e dalle zone affollate.

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Atterraggio di emergenza e ispezioni

Il dispositivo di sicurezza predisposto prevedeva una mobilitazione massiccia: Guardia Civil, squadre cinofile addestrate alla ricerca di esplosivi, vigili del fuoco, personale medico e tecnici aeroportuali erano pronti ad accogliere l’aeromobile. L’Airbus è stato scortato verso una zona remota, e i passeggeri sono stati fatti scendere seguendo procedure rigorose, in sicurezza e senza panico. Le unità antiesplosivo hanno quindi ispezionato cabina, stiva e bagagli con cani e apparecchiature specifiche.

Dopo ore di verifiche approfondite, è emerso che non vi era alcun ordigno: l’allarme era stato causato da un messaggio digitato sullo smartphone di un passeggero, letto accidentalmente da un vicino che lo ha interpretato come minaccia concreta. La catena di eventi ha scatenato così un intervento coordinato ma inevitabile, in linea con le norme di sicurezza aerea internazionali.

Conseguenze operative e legali

L’episodio ha comportato un enorme dispendio di risorse: carburante dei caccia, straordinari del personale, logistica e coordinamento operativo hanno generato costi significativi. La gestione dell’aeroporto ha evitato interruzioni per gli altri voli, separando i passeggeri coinvolti dagli altri viaggiatori e garantendo la continuità delle operazioni. L’autore del messaggio rischia conseguenze legali per procurato allarme e possibili sanzioni penali e amministrative, mentre le autorità stanno valutando anche eventuali richieste di risarcimento da parte della compagnia aerea e del gestore aeroportuale. L’episodio dimostra come anche un gesto apparentemente innocuo possa avere ripercussioni economiche, operative e legali rilevanti, diventando un caso studio sulla prevenzione dei rischi a bordo.

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