
Si è conclusa tragicamente la vicenda di Floresha Prengu, 35 anni, residente a Trento, scomparsa il 22 ottobre. Giovedì 15 gennaio è stato confermato il suo ritrovamento senza vita, a circa 40 km da casa. Il riconoscimento è stato effettuato dai parenti più stretti, chiamati dalle autorità competenti.
Floresha, di origine albanese e madre di due bambine, era uscita come di consueto il 22 ottobre, ma non aveva fatto più ritorno né contattato familiari o amici. La denuncia ai carabinieri ha subito alzato il livello di allerta, vista la sua regolarità quotidiana e il forte legame con le figlie. La notizia della sparizione aveva mobilitato rapidamente la comunità, con appelli sui social e ricerche coordinate dalle autorità locali.

Indagini e ricostruzione dei movimenti
Gli inquirenti hanno ricostruito i movimenti della donna a partire dal 22 ottobre, analizzando testimonianze, filmati di videosorveglianza e dati telefonici. Le ricerche hanno interessato aree urbane, periferiche, corsi d’acqua, sentieri e zone boschive, con il supporto di vigili del fuoco, unità cinofile, elicotteri e volontari della protezione civile. Nonostante l’impegno, nei primi giorni non erano emersi elementi concreti sulla sua posizione.
Mobilitazione nazionale e internazionale
Con il passare del tempo, il caso ha superato i confini del Trentino: le prefetture italiane e i media albanesi sono stati informati, allargando il raggio delle verifiche. L’appello della famiglia, condiviso tramite social e agenzie, chiedeva informazioni per riportare Floresha dalle sue bambine. Nonostante la copertura mediatica e l’interesse internazionale, le ricerche non avevano portato a risultati concreti fino a gennaio.
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