
La strage di Crans-Montana, avvenuta durante i festeggiamenti di Capodanno all’interno di una discoteca della nota località turistica svizzera, continua a rappresentare una delle pagine più dure di cronaca recente. L’incendio nella discoteca svizzera ha interrotto bruscamente una serata che doveva essere di festa, lasciando dietro di sé un bilancio di giovanissime vittime e numerosi feriti, alcuni dei quali ancora oggi ricoverati in condizioni gravi in diversi ospedali europei.
Il rogo ha aperto un confronto serrato sui temi della sicurezza, delle responsabilità e dei controlli all’interno dei locali pubblici, mentre proseguono le indagini delle autorità svizzere per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. Nel frattempo, decine di famiglie vivono un’attesa segnata da aggiornamenti medici, trasferimenti ospedalieri e prognosi ancora riservate.
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In questo contesto, ogni nuovo bollettino clinico sui ragazzi coinvolti assume un rilievo particolare. Alcuni giovani sono già stati dimessi, altri restano in terapia intensiva o in reparti altamente specializzati per la gestione delle ustioni e delle complicanze respiratorie. L’attenzione rimane concentrata soprattutto sui pazienti più gravi, la cui situazione sanitaria è descritta come instabile e soggetta a costante rivalutazione. Tra i nomi che sono emersi con maggiore frequenza in queste ore c’è quello di Elsa Rubino, la 15enne di Biella che ha riportato lesioni molto serie nell’incendio di Crans-Montana. Il suo percorso clinico è seguito con particolare apprensione, anche per le delicate scelte terapeutiche che i sanitari sono chiamati a compiere. (Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva…)