
Il cielo si era tinto di un colore plumbeo già dalle prime luci dell’alba, promettendo un cambiamento drastico che nessuno avrebbe potuto ignorare. Il silenzio irreale delle strade, solitamente animate dal viavai mattutino, sembrava sospeso in attesa di un evento imminente, mentre il vento iniziava a soffiare con una forza crescente, scuotendo i rami degli alberi e portando con sé il profumo pungente della pioggia battente.
Le finestre sbattevano nelle case e le persone osservavano preoccupate l’orizzonte, consapevoli che la natura stava per reclamare i suoi spazi con una violenza inaudita. In questo scenario di attesa e timore, la decisione di fermare la quotidianità è diventata inevitabile, trasformando una normale vigilia di inizio settimana in un momento di allerta collettiva, dove la sicurezza dei cittadini e dei più piccoli è passata improvvisamente in primo piano rispetto a ogni altra attività lavorativa o scolastica.
Una tempesta in arrivo sul meridione
Il panorama meteorologico italiano sta subendo un rapido peggioramento a causa di una complessa area depressionaria situata tra la Penisola Iberica e le coste del Nord-Africa. Questa configurazione atmosferica sta spingendo flussi di aria estremamente umida e instabile verso le nostre regioni meridionali, determinando una fase di maltempo severo che colpirà con particolare intensità durante la giornata di lunedì 19 gennaio. La Protezione Civile ha emesso avvisi di criticità che non lasciano spazio a dubbi, prevedendo nubifragi persistenti e raffiche di vento che potrebbero sfiorare i 100 chilometri orari. Questa ondata di aria perturbata porterà con sé il rischio concreto di mareggiate lungo le coste esposte e fenomeni temporaleschi di forte intensità, mettendo a dura prova la tenuta del territorio e la viabilità locale.
La situazione appare particolarmente delicata in Sardegna, dove è stata dichiarata l’allerta rossa, il massimo livello di criticità previsto dal sistema di monitoraggio nazionale. Qui le piogge saranno diffuse e potrebbero causare allagamenti o smottamenti, motivo per cui le autorità locali hanno invitato la popolazione alla massima prudenza. Non meno preoccupante è il quadro in Sicilia e Calabria, regioni per le quali vige l’allerta arancione. In queste zone si attendono precipitazioni a carattere di rovescio che colpiranno in modo particolare la fascia ionica, storicamente vulnerabile a questo tipo di configurazioni meteorologiche. I sindaci di moltissimi comuni, sulla base dei bollettini ricevuti, hanno scelto di firmare ordinanze urgenti per la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, includendo anche gli asili nido e le scuole dell’infanzia, per evitare che gli spostamenti degli studenti coincidano con il picco del maltempo.
Comuni siciliani che sospendono le lezioni
In Sicilia la lista dei centri che hanno deciso di fermare le attività didattiche è in costante aggiornamento. Tra i comuni principali che hanno già confermato lo stop alle lezioni troviamo centri di rilevante importanza demografica come Gela e Vittoria, ma anche località turistiche e costiere come Taormina, Giardini Naxos e Lipari. La preoccupazione riguarda non solo la pioggia ma anche la sicurezza degli edifici scolastici e delle strade di collegamento. Altri centri interessati dal provvedimento sono Capri Leone, Caronia, Monforte San Giorgio, Mongiuffi Melia, San Marco d’Alunzio e Priolo Gargallo. Non mancano all’appello Scordia, Venetico e Lentini, dove i primi cittadini hanno ritenuto prioritario tutelare l’incolumità di docenti e alunni di fronte a previsioni che annunciano fenomeni atmosferici potenzialmente distruttivi.
Sospensione delle attività scolastiche in Calabria
Anche la Calabria si prepara a fronteggiare una giornata difficile, con il capoluogo di regione, Catanzaro, che guida la lista dei comuni dove le porte delle aule rimarranno serrate. La provincia di Crotone è tra le più colpite dai provvedimenti, con chiusure disposte a Isola di Capo Rizzuto, Cotronei, Cutro, Melissa e Ciro Marina. Il maltempo non risparmierà i piccoli centri della provincia, coinvolgendo località come Roccabernarda, Strongoli, San Mauro Marchesato e Petilia Policastro. Anche nell’area catanzarese le ordinanze sono numerose e riguardano Amaroni, Andali, Borgia, Botricello, Cerva, Isca sullo Ionio e Marcellinara. La lista prosegue con Palermiti, Petronà, Sersale, Settingiano, Squillace, Stalettì, Vallefiorita e Zagarise, a dimostrazione di una mobilitazione generale che copre gran parte del versante ionico calabrese.
Chiusure diffuse su tutto il territorio sardo
La Sardegna è l’area che presenta le maggiori criticità a causa dell’allerta rossa e questo si riflette in un elenco lunghissimo di comuni con scuole chiuse. In provincia di Cagliari e nel sud dell’isola si fermano centri come Quartu Sant’Elena, Arbus, Buggerru, Domusnovas e Iglesias. Anche l’area dell’Ogliastra e del Nuorese vede una sospensione totale delle attività didattiche in paesi come Arzana, Lanusei, Seui, Ulassai e Perdasdefogu. Spostandoci verso il nord, in Gallura, la situazione non cambia con la chiusura delle scuole a Olbia, Arzachena, Tempio Pausania e La Maddalena. Altri comuni coinvolti sono San Teodoro, Budoni, Palau e Santa Teresa Gallura. La decisione dei sindaci è motivata dalla necessità di ridurre il traffico veicolare e permettere ai mezzi di soccorso di operare senza ostacoli in caso di emergenze idrogeologiche causate dalla furia degli elementi.