
La scomparsa di Federica Torzullo, 41 anni, si è conclusa con un ritrovamento che apre scenari inquietanti e aggiunge nuovi elementi all’indagine per omicidio. Quello che inizialmente appariva come un caso di persona sparita nel nulla si è trasformato in una vicenda segnata da una pianificazione accurata e da tentativi evidenti di occultamento.
Il corpo è stato rinvenuto domenica mattina, intorno alle 10.30, in un terreno adiacente alla ditta Carlomagno srl, azienda di movimentazione terra. Un’area vicina ai rovi e al parco macchine, frequentata quotidianamente da operai e mezzi, dove nessuno aveva percepito nulla di anomalo. Eppure, a pochi metri di distanza, a oltre due metri di profondità, si trovava il cadavere.
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Federica Torzullo, la scoperta choc nella ‘tomba’ scavata dal marito Claudio
A portarlo alla luce è stata una piccola ruspa che, come riporta Il Messaggero, si è fermata immediatamente dopo aver fatto emergere un braccio umano. In fondo alla buca, dalle dimensioni simili a una fossa cimiteriale, gli inquirenti hanno individuato una sistemazione tutt’altro che casuale: prima del corpo era stato predisposto uno strato di sabbia e ghiaia. Una sorta di “tomba” costruita per drenare i liquidi della decomposizione e contenere esalazioni e cattivi odori.

Secondo gli investigatori, si tratta di una tecnica nota a chi lavora in ambito edile. Il cosiddetto “tappeto drenante” consente infatti di assorbire e disperdere gradualmente i liquami prodotti dalla putrefazione, evitando che gas e fetori risalgano in superficie. Senza questo accorgimento, il nascondiglio sarebbe stato probabilmente scoperto nei primi giorni, anche perché i carabinieri avevano già perquisito l’azienda, tra i primi luoghi controllati insieme all’abitazione, all’auto e al cellulare di Claudio Carlomagno.

Il corpo, in avanzato stato di decomposizione e con il volto irriconoscibile, è rimasto per giorni “sotto il naso” di chi lavorava nell’area. Gli inquirenti stimano che tutte le operazioni — scavo, preparazione del fondo, collocamento del cadavere e ricopertura — abbiano richiesto meno di due ore. Carlomagno, 45 anni, marito della vittima e ora in carcere con l’accusa di omicidio aggravato, sarebbe uscito di casa alle 7.30 del 9 gennaio, avrebbe nascosto il corpo e poi si sarebbe recato al lavoro con un leggero ritardo, apparendo normale ai dipendenti. Restano da chiarire il movente e l’eventuale coinvolgimento di altre persone.