
L’Italia vanta una tradizione cromatica unica al mondo, studiata e imitata a livello internazionale. Dal rigore del rosso pompeiano alle sfumature del veneziano, fino al celebre rosso Ferrari, esiste una tonalità che ha assunto valore di vero e proprio codice culturale: il rosso Valentino. Non è un semplice colore, ma una combinazione precisa di carminio, porpora e cadmio, oggi identificata con il Pantone 2035. Questa tinta è divenuta un simbolo senza tempo, privo di età e genere, ideato da un giovane Valentino Garavani quando la sua carriera era ancora agli inizi, sospesa tra la provincia e il palcoscenico internazionale. Al di là delle diverse versioni sulla sua origine, ciò che rimane è un segno distintivo che ha contribuito a ridefinire l’idea di eleganza nel mondo della moda.
Valentino Clemente Ludovico Garavani, che l’11 maggio scorso ha compiuto 92 anni, ha trasformato quel colore nella rappresentazione più riconoscibile della Dolce Vita italiana. La sua storia professionale nasce a Torre Menapace, frazione di Voghera, e da lì si sviluppa fino a creare una delle maison più note del pianeta. Nel corso dei decenni, lo stilista ha costruito un’eredità capace di parlare a generazioni diverse: dal pubblico più adulto legato al passato, ai più giovani alla ricerca di riferimenti storici, fino agli ambienti dell’alta finanza internazionale che guardano al marchio come a un simbolo di prestigio e bellezza.

L’eredità di Valentino Garavani nella moda italiana
La maison Valentino continua oggi a rappresentare uno dei nomi più importanti del made in Italy, pur all’interno di un contesto proprietario internazionale. La casa di moda è passata sotto il controllo della sceicca del Qatar Moza Bint Nasser e ha visto crescere il ruolo di François-Henri Pinault, figura di primo piano nel settore del lusso. In questo quadro di cambiamenti societari e di avvicendamenti alla guida creativa, il settore della moda ha spesso guardato a Valentino Garavani come a un punto di riferimento, pur nel suo ruolo ormai defilato.
Con il consueto riserbo, Garavani ha espresso una forma di approvazione per l’arrivo di Alessandro Michele alla direzione creativa della maison. Il suo commento, descritto come un “see you in september”, è stato interpretato come un segnale di apertura verso la nuova gestione stilistica, nel rispetto della distanza tra chi ha fondato e fatto crescere l’azienda e chi è chiamato oggi a proseguirne il percorso estetico.
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