
La fine di gennaio porta con sé una domanda che ogni famiglia con figli in età scolare inizia a farsi con un misto di anticipazione e programmazione: quando chiudono le scuole per Carnevale nel 2026? Il Martedì Grasso cade infatti il 17 febbraio, ma come spesso accade, non esiste una risposta unica: il calendario delle vacanze scolastiche varia regione per regione. La natura autonoma dei calendari regionali in Italia significa che alcuni studenti godranno di più giorni di riposo, mentre altri avranno solo un breve stop tra lezioni che si interrompono e riprendono in tempi diversi. Vediamo tutti i dettagli.

Vacanze di Carnevale: le date principali
Se nel calendario nazionale il Carnevale viene celebrato con il Giovedì Grasso e il Martedì Grasso (12 e 17 febbraio), il mondo della scuola segue altre regole, dettate dalle regioni e province autonome.
In diverse regioni del Nord e del Centro si osserva un periodo di sospensione delle lezioni che va da uno a più giorni: in Friuli Venezia Giulia, Provincia autonoma di Trento, Veneto e Valle d’Aosta le scuole restano chiuse dal 16 al 18 febbraio, includendo quindi anche il Mercoledì delle Ceneri nel computo delle giornate di vacanza. Mentre in regioni come Campania, Liguria, Lombardia e Molise la pausa va da lunedì 16 a martedì 17 febbraio.

Calendario regionale: chi resta a casa più giorni
In alcuni territori la pausa scolastica è più estesa. La Provincia autonoma di Bolzano spicca per la durata delle sue vacanze: qui gli studenti staranno lontani da aula e banchi da sabato 14 a domenica 22 febbraio (una settimana intera), creando un vero periodo di riposo prolungato che supera di gran lunga il classico ponte di Carnevale. Esempi concreti:
- Provincia autonoma di Bolzano: chiusura dal 14 al 22 febbraio
- Piemonte: lezioni sospese dal 14 al 17 febbraio
- Friuli Venezia Giulia, Trento, Veneto, Valle d’Aosta: stop dal 16 al 18 febbraio
- Campania, Liguria, Lombardia, Molise: scuole chiuse 16 e 17 febbraio
- Sardegna: solo martedì 17 febbraio come giornata di vacanza
Queste differenze, come riporta Fanpage.it, rispecchiano l’autonomia con cui ogni regione stabilisce le proprie pause didattiche, pur nel rispetto delle normative nazionali che prevedono almeno 200 giorni di lezione per ogni anno scolastico.
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