
Negli ultimi giorni l’attenzione dei fan si è concentrata su una storia condivisa sui social che ha subito fatto scattare l’allarme. Un’immagine semplice, ma carica di significato, ha raccontato un momento complesso vissuto lontano dalle piscine e dai riflettori, riportando al centro la vita privata di una delle sportive italiane più amate.
Federica Pellegrini ha pubblicato una storia su Instagram che non è passata inosservata. Nell’immagine si vede la piccola Matilde, sua figlia avuta con Matteo Giunta, distesa sul letto con una coperta rosa e un dispositivo medico utilizzato per monitorare i parametri vitali. Un dettaglio che ha immediatamente fatto pensare a giorni difficili, probabilmente segnati da febbre molto alta e controlli continui.
Lo scatto, privo di spiegazioni dettagliate, ha generato preoccupazione e una pioggia di messaggi di sostegno da parte dei follower, abituati a vedere l’ex campionessa olimpica in contesti ben diversi.

Lo sfogo di Matteo Giunta contro i genitori “irresponsabili”
A fare chiarezza sulla situazione è stato Matteo Giunta, che nei giorni precedenti si era lasciato andare a un duro sfogo sui social. L’allenatore ha attaccato apertamente quei genitori che portano i figli con febbre all’asilo, mettendo a rischio la salute degli altri bambini e delle loro famiglie.
Un messaggio diretto, senza filtri, nato da una rabbia accumulata nel tempo e aggravata da quanto stava accadendo in casa Pellegrini-Giunta. Proprio Giunta ha spiegato che la loro bambina si è ammalata dopo un contatto simile, una situazione che ha avuto conseguenze serie e che ha fatto esplodere la sua frustrazione.
“Mia figlia ricoverata due volte in una settimana”
Dopo il primo post, Matteo Giunta è tornato sull’argomento spiegando le ragioni del suo sfogo. La piccola Matilde, ha raccontato, è stata ricoverata due volte nel giro di una sola settimana. Una condizione che lo ha portato a superare il limite della sopportazione.
«Mia figlia è stata ricoverata due volte in una settimana. E non sono riuscito più a trattenermi», ha scritto, chiarendo che dietro alle parole forti c’era un senso di impotenza difficile da gestire. Un’esperienza che molti genitori riconoscono, soprattutto quando si tratta di bambini molto piccoli.