
Negli ultimi anni un fenomeno silenzioso ma preoccupante sta attirando l’attenzione di medici e ricercatori: il tumore del colon-retto non riguarda più solo gli over 50. Le statistiche internazionali mostrano un aumento dei casi tra i giovani adulti, una tendenza che ha spinto esperti e clinici a chiedere maggiore informazione e prevenzione, soprattutto per chi ha una storia familiare a rischio. Ma quali sono i segnali da non trascurare e come cambia la strategia di diagnosi e cura per questa fascia di età?

Tumore del colon-retto: un aumento tra i giovani
Negli Stati Uniti, riporta Libero, il carcinoma colonrettale è diventato l’unico tumore per cui la mortalità tra gli under 50 è in aumento. Dal 2005, la mortalità cresce dell’1,1% all’anno, mentre per altri tumori come leucemia, tumori cerebrali, seno e polmone i decessi continuano a diminuire. Situazioni simili sono state osservate anche nel Regno Unito, dove il tumore del colon-retto rappresenta circa il 10% dei decessi oncologici nella popolazione giovane. Nonostante il calo generale della mortalità per cancro nella fascia 35‑69 anni, grazie a prevenzione, screening e terapie innovative, questo aumento nei giovani rimane un campanello d’allarme.

Prevenzione e familiarità
Secondo il prof. Ermanno Leo, chirurgo oncologo all’Istituto dei Tumori di Milano, la cultura della prevenzione tra i giovani è ancora insufficiente. “Ormai è un dato consolidato che esista un aumento dei tumori del colon-retto nei soggetti giovani, sotto i cinquant’anni”, spiega. La familiarità gioca un ruolo fondamentale: avere parenti con casi di tumore colonrettale non significa certezza di ammalarsi, ma è un motivo in più per sottoporsi a controlli mirati. La diagnosi precoce, infatti, aumenta enormemente le possibilità di guarigione, e anche un intervento chirurgico tempestivo può portare a sopravvivenze molto lunghe.
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