
Eleonora Palmieri, 29 anni, originaria di Rimini, è stata dimessa dall’ospedale Bufalini di Cesena dopo il ricovero seguito al grave incendio che l’ha coinvolta a Crans-Montana. La giovane lascia la struttura con condizioni giudicate “buone” dall’Ausl Romagna, chiudendo una fase delicata del percorso clinico e avviando quella, altrettanto impegnativa, della riabilitazione a lungo termine.
La sua vicenda sanitaria è passata da più tappe: dopo l’emergenza iniziale, il trasferimento al Niguarda di Milano e, dal 21 gennaio, l’ingresso al Centro Grandi Ustionati del Bufalini, riferimento per i casi complessi. Le dimissioni arrivano dopo settimane di cure specialistiche, monitoraggi continui e medicazioni dedicate a lesioni estese e dolorose.

Il messaggio di Eleonora e il ringraziamento ai medici
In una nota ufficiale, la riminese ha voluto ringraziare il personale e chi le è rimasto accanto, con parole che restano il punto fermo di questo momento: “Grazie a chi ha curato le mie ferite e a chi continua a sostenermi con il proprio affetto: sapere di non essere sola in questo lungo viaggio è la mia forza più grande”. La stessa comunicazione chiarisce che il rapporto con l’ospedale non termina con l’uscita: sono già previsti controlli e appuntamenti per le medicazioni.
Dal punto di vista clinico, le ustioni di secondo grado risultano in fase di guarigione. Maggiore attenzione resta concentrata sulla mano destra, indicata come la parte più colpita, per la quale la paziente ha riferito un passaggio determinante: “lo scoglio chirurgico più grande è alle spalle“.
Il percorso dopo le dimissioni: controlli e riabilitazione
Il rientro a casa, in casi di grandi ustioni, non equivale alla conclusione delle cure. La fase post-dimissione prevede visite programmate, medicazioni periodiche e valutazioni specialistiche per prevenire complicanze, controllare la guarigione dei tessuti e impostare correttamente la riabilitazione funzionale, in particolare quando sono coinvolte aree delicate come le mani.
Eleonora Palmieri ha evidenziato la specificità di questo tipo di trauma con una spiegazione diretta: “Forse molti non sanno che le ustioni sono traumi profondamente diversi dagli altri. Il percorso non si esaurisce con la fine del ricovero; è una strada che per me durerà almeno un paio d’anni”.
Nel racconto della giovane riminese, le cicatrici non sono solo un esito estetico, ma elementi che cambiano nel tempo e che vanno gestiti con costanza. Ha infatti descritto le cicatrici come “vive”, sottolineando che, oltre alla fisioterapia e alla cura della pelle, serve continuità anche sul piano personale, con un “lavoro sulla parte psicologica“ che accompagna la ripresa.
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