
Novak Djokovic conquista a Melbourne l’accesso a un’altra finale degli Australian Open, imponendosi su Jannik Sinner al termine di un incontro durissimo, durato oltre quattro ore e concluso al quinto set con il punteggio di 6-4. La sfida si è chiusa in piena notte, quasi all’una e mezza, confermando ancora una volta la particolare intensità delle sessioni serali sul centrale della Rod Laver Arena, dove le partite possono protrarsi fino a orari estremi.
Per Djokovic si tratta di un risultato dal peso specifico rilevante anche per il recente storico dei confronti diretti: il serbo non superava l’azzurro da più di due anni e arrivava da cinque sconfitte consecutive contro di lui, in alcuni casi con scarti netti.
In questa occasione, invece, Djokovic è riuscito ad alzare il rendimento nei passaggi decisivi, mostrando maggiore precisione nei punti chiave e una gestione più efficace dei momenti di pressione, elementi che gli hanno permesso di indirizzare il set conclusivo.

Una semifinale lunga e ad alta tensione
Il confronto sulla Rod Laver Arena è stato descritto dallo stesso Djokovic come una delle partite più impegnative degli ultimi anni, per qualità complessiva e tensione accumulata nel corso dei cinque set. A fine incontro, durante l’intervista in campo con Jim Courier, ha richiamato alla memoria anche un precedente simbolico del torneo.
«Mi sembra tutto surreale», ha dichiarato a caldo, apparendo provato dalla fatica. «Sapevo che solo giocando con questa intensità e questa quantità di tennis potevo vincere».
Dal punto di vista tecnico, l’incontro è stato caratterizzato da fasi alterne: scambi prolungati, cambi di ritmo e una progressiva crescita della componente mentale con il passare dei giochi, fino alla gestione del quinto set, in cui la solidità nei punti importanti ha fatto la differenza.
Il rispetto per Sinner e la frase sussurrata a rete
Nonostante la durezza del match, Djokovic ha dedicato parole di riconoscimento a Sinner, sottolineando il livello dell’avversario e la complessità delle recenti sfide tra i due. Nel suo intervento ha inserito anche una battuta legata alla serie di risultati che aveva visto l’azzurro prevalere nelle ultime occasioni.
«Aveva vinto le ultime cinque partite contro di me, ho dovuto cambiare numero di telefono, sapeva tutto di me», ha detto Djokovic. «Quando ci siamo stretti la mano gli ho detto: “Grazie per avermi permesso di vincere almeno una volta”. Ho grande rispetto per lui, è un gran giocatore, ti porta sempre al limite».
Per Sinner, la sconfitta non modifica il quadro generale di una crescita ormai consolidata: la prestazione conferma la sua presenza stabile ai vertici e la capacità di competere su questo palcoscenico anche in condizioni fisiche e mentali particolarmente esigenti.