
Alla Camera dei deputati è stato disposto il blocco delle nuove prenotazioni delle sale destinate alle conferenze stampa. La misura riguarda l’accesso al sistema telematico utilizzato per riservare gli spazi e arriva dopo le polemiche scaturite da un evento legato a Casapound. La sospensione è stata adottata dalla presidenza e dall’ufficio stampa per rivedere le modalità di concessione delle sale.
L’episodio che ha innescato la decisione è la richiesta presentata dal deputato della Lega Domenico Furgiuele, che aveva programmato un incontro con esponenti di Casapound sul tema della remigrazione. La vicenda ha avuto un’ampia eco politica e mediatica, portando l’amministrazione di Montecitorio a intervenire sul sistema di prenotazione.

Sospensione delle prenotazioni alla Camera: cosa cambia
Il blocco riguarda le richieste inoltrate tramite il portale online a partire da venerdì scorso. Secondo quanto comunicato in ambito parlamentare, si tratta di un fermo tecnico finalizzato a una revisione delle procedure, non di un provvedimento sanzionatorio. L’obiettivo è aggiornare i criteri con cui i singoli deputati possono richiedere l’utilizzo delle sale stampa per iniziative che coinvolgono soggetti esterni.
Finora la prenotazione avveniva con un margine di autonomia elevato per ciascun parlamentare. Il caso legato a Casapound ha evidenziato la necessità di introdurre verifiche più stringenti, così da evitare che spazi istituzionali vengano impiegati per eventi ritenuti non coerenti con il contesto della Camera dei deputati.

Conferenze stampa già calendarizzate: eventi confermati fino al 30 gennaio
La sospensione non incide sulle iniziative già autorizzate e presenti in calendario prima del 30 gennaio. Le conferenze stampa approvate entro quella data, infatti, dovrebbero svolgersi regolarmente secondo la programmazione prevista. La scelta mira a non interrompere attività già avviate e a garantire continuità alla comunicazione istituzionale.
Resta invece in sospeso la situazione delle richieste presentate di recente o in fase di valutazione, che potrebbero essere riesaminate alla luce delle nuove indicazioni in corso di definizione. In questo quadro, la vicenda che coinvolge il deputato Domenico Furgiuele è diventata il punto di partenza per una revisione più ampia delle regole di accesso alle sale.
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