
Si è spenta per sempre una firma storica del giornalismo parlamentare italiano. La giornalista, ricordata in redazione come una professionista rigorosa e affidabile, lascia un vuoto nel mondo dell’informazione politica, dove per anni ha raccontato dinamiche istituzionali, retroscena e passaggi decisivi della vita pubblica nazionale.
Nel corso della sua carriera, è stata descritta da colleghi e addetti ai lavori come “una gentildonna del giornalismo”, espressione riportata in riferimento al suo stile di lavoro e al rapporto con l’ambiente professionale.

Addio alla cronista parlamentare e firma di riferimento
È stata una delle voci più riconoscibili della cronaca parlamentare in Italia. Per un lungo periodo ha seguito i palazzi della politica, occupandosi di analisi, cronaca e ricostruzioni dei principali appuntamenti istituzionali, con un approccio centrato sulla verifica dei fatti e su una scrittura improntata alla precisione.
Secondo i ricordi raccolti nell’ambiente di lavoro, era considerata una figura di riferimento anche per la gestione di incarichi complessi e delicati, affidati proprio per la sua affidabilità e per l’attenzione al dettaglio.

Il ricordo in redazione: rigore professionale e rapporto con i colleghi
In redazione, veniva descritta come una lavoratrice instancabile, capace di sostenere carichi di lavoro intensi senza rinunciare alla cura dell’informazione. È stata ricordata anche per la disponibilità verso i colleghi più giovani, con un atteggiamento indicato come materno e di sostegno nei momenti di difficoltà professionale.
Tra i ricordi citati figurano i momenti trascorsi insieme ad altri colleghi, tra cui Filippo Ceccarelli, Antonello Caporale e Goffredo De Marchis, in un contesto lavorativo segnato da confronti quotidiani e da una collaborazione costante.
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