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Italia in lutto, morta la donna simbolo. Dolore tremendo

Lutto nel mondo universitario per la scomparsa di Lida Viganoni

Il mondo della cultura e dell’università è in lutto per la morte di una figura di grande rilievo dell’istruzione superiore italiana. La docente si è spenta all’età di 76 anni. La notizia ha suscitato cordoglio negli ambienti accademici e tra gli studenti che, nel corso degli anni, hanno seguito le sue lezioni o hanno vissuto l’ateneo da lei guidato.

Nel suo percorso professionale ha unito attività di ricerca e responsabilità istituzionali, con un profilo riconosciuto a livello nazionale. La sua scomparsa viene segnalata come una perdita significativa per la comunità universitaria e per la città di Napoli.

 Lida Viganoni, morta a 76 anni l'ex rettrice dell'Università "L'Orientale" di Napoli

Lutto nel mondo accademico

La sua carriera accademica si è sviluppata nell’ambito della geografia economica e politica. Divenuta professoressa ordinaria nei primi anni Duemila, ha orientato il proprio lavoro allo studio dei mutamenti dello spazio dal punto di vista fisico e sociale, con particolare attenzione alle dinamiche del Mezzogiorno e alle interconnessioni con i processi globali.

Per il contributo scientifico e per la continuità dell’impegno nella disciplina, l’Associazione dei Geografi Italiani le aveva attribuito il titolo di magistero geografico. Nel corso del tempo, il suo ruolo nel dibattito accademico l’ha portata anche a ottenere la nomina di professore emerito presso l’ateneo in cui ha svolto gran parte della propria attività.

 Lida Viganoni, morta a 76 anni l'ex rettrice dell'Università "L'Orientale" di Napoli

Rettore dell’Università L’Orientale: prima donna alla guida dell’ateneo

È stata la prima donna a ricoprire l’incarico di rettore all’Università L’Orientale di Napoli. L’elezione risale al 2008, dopo un periodo di sei anni in cui aveva operato come pro-rettore vicario.

Il mandato, concluso nel 2014, è stato segnato da scelte organizzative e da interventi di riforma interna indicati come centrali nell’assetto dell’università. In quel periodo la gestione dell’ateneo si è concentrata sul mantenimento delle tradizioni culturali e linguistiche e, allo stesso tempo, sull’ampliamento dei processi di internazionalizzazione e di apertura verso l’esterno.

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