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Spettacolo in lutto, l’Italia piange la sua numero uno!

Si è spenta a 86 anni Anna Razzi, figura centrale della danza italiana, già étoile del Teatro alla Scala e a lungo punto di riferimento del Teatro di San Carlo di Napoli. La notizia della scomparsa ha richiamato l’attenzione del mondo dello spettacolo e delle istituzioni culturali, che hanno ricordato una carriera costruita tra palcoscenici internazionali, disciplina artistica e attività di formazione.

Nel corso della sua vita professionale, Razzi ha interpretato ruoli di primo piano nel repertorio classico e ha lavorato accanto a protagonisti della scena coreutica del Novecento, tra cui Rudolf Nureyev e Paolo Bortoluzzi. Parallelamente all’attività scenica, ha assunto incarichi di direzione che hanno inciso in modo rilevante sull’organizzazione e sulla crescita di strutture formative e corpi di ballo.

Il Teatro di San Carlo di Napoli ha comunicato ufficialmente la notizia con una nota, riportando: “Con immenso dolore, la scomparsa di Anna Razzi, direttrice della Scuola di Ballo dal 1990 al 2015 poi presidente onoraria nonché direttrice del Corpo di Ballo dal 2006 al 2009. Nel messaggio, l’ente ha richiamato anche le caratteristiche professionali attribuite alla direttrice: grande rigore, sensibilità artistica e straordinaria dedizione”.

Anna Razzi in un'immagine legata alla sua carriera nella danza

Dall’Opera di Roma al Teatro alla Scala: gli inizi e l’affermazione

Nata a Roma nel 1940, Anna Razzi si è formata presso l’Opera di Roma, avviando precocemente un percorso professionale orientato al repertorio classico. Il passaggio al Teatro alla Scala è avvenuto nel 1963, tappa decisiva che le ha consentito di entrare stabilmente in una delle compagnie più riconosciute in Europa.

All’interno del teatro milanese, Razzi ha attraversato i diversi livelli della compagnia fino alla nomina a étoile, ottenuta nel 1978. La sua attività interpretativa si è concentrata su ruoli centrali del balletto classico, spesso associati a elevate richieste tecniche e narrative, e ha contribuito a consolidarne la reputazione nell’ambiente teatrale.

Nel suo percorso artistico, la Razzi è stata associata anche al lavoro di coreografi di rilievo. È stato riportato che Roland Petit realizzò per lei la parte principale di The Marriage of Heaven and Hell, elemento indicato come segnale della sua adattabilità a linguaggi coreografici diversi e della fiducia riposta in lei in contesti creativi di alto profilo.

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