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Pancreatite fulminante, addio al giovane calciatore italiano

La morte arriva sempre come un’interruzione improvvisa, ma quando colpisce un giovane lascia dietro di sé qualcosa di più profondo del dolore: lascia incredulità. A Rombiolo, nel cuore della provincia di Vibo Valentia, la scomparsa di Fabio Petrolo ha scosso una comunità intera, abituata a vederlo sui campi di provincia, tra allenamenti serali e partite giocate con la dedizione di chi considera il calcio dilettantistico una parte essenziale della propria identità. Aveva solo 32 anni, e la sua morte ha trasformato una storia di passione sportiva in una tragedia che ha colpito amici, familiari e compagni di squadra.

Petrolo era cresciuto con il pallone tra i piedi, indossando le maglie delle squadre del territorio come Pernocari, Orsigliadi e Rombiolo calcio a 5, diventando nel tempo una figura familiare per chiunque frequentasse quel mondo. Non era soltanto un giocatore, ma un punto di riferimento umano, un ragazzo che incarnava lo spirito più autentico dello sport locale, fatto di sacrifici, appartenenza e legami profondi con la propria terra.

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