
In seguito all’operazione delle forze di sicurezza, in diverse aree del Paese si sono registrate azioni violente coordinate: blocchi sulle arterie principali con veicoli dati alle fiamme, attacchi contro presidi della Guardia nazionale, colpi contro infrastrutture ritenute strategiche e scontri armati tra gruppi criminali e militari. L’episodio ha generato un’emergenza di ordine pubblico, con zone paralizzate e una popolazione esposta a condizioni di rischio. La tensione è altissima e la Farnesina ha lanciato l’allarme.

Messico, disordini dopo la morte del più temuto dei Narcos
Ore di forte criticità in Messico dopo l’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, noto come El Mencho, indicato come figura di vertice del Cartello Jalisco Nueva Generación. Nello Stato di Jalisco, e in particolare a Guadalajara, sono state segnalate incursioni di uomini armati anche nell’area aeroportuale mentre erano in corso operazioni militari. Filmati circolati sui social mostrano persone in fuga in un contesto di concitazione. A Puerto Vallarta sono stati riportati incendi e fumo visibile a distanza. Secondo quanto riferito da media locali, nell’area di Ixtapa sarebbe in corso una possibile evasione di massa dal carcere. Più a nord, a San Juan de Los Lagos, un presidio della Guardia nazionale sarebbe stato preso di mira da gruppi armati riconducibili al cartello.

Scontri armati e operazioni militari: la situazione sul territorio
Le autorità federali hanno disposto la chiusura dello spazio aereo sopra Tapalpa, sempre nello Stato di Jalisco. Nel frattempo, elicotteri Black Hawk dell’aviazione messicana sono stati impiegati per fornire supporto alle unità a terra. Il dispiegamento indica un’azione estesa che, secondo le ricostruzioni disponibili, non sarebbe stata limitata al solo obiettivo rappresentato da El Mencho, ma inserita in un’operazione più ampia contro l’organizzazione del Cartello Jalisco Nueva Generación.
Il bilancio provvisorio riportato dalla stampa locale parla di circa ventisei vittime. Tra queste risultano diversi agenti di polizia; viene inoltre segnalata la morte di una donna incinta.
Fonti mediatiche locali riferiscono che, già prima dell’uccisione del boss, erano stati osservati incendi e barricate lungo alcune principali vie di comunicazione, con l’obiettivo di ostacolare l’avanzata delle forze di sicurezza. Le azioni, secondo le valutazioni diffuse, sarebbero finalizzate a interrompere la mobilità e a creare condizioni di caos nelle aree interessate.
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