
Nelle prime ore di giovedì 5 marzo, un episodio finora circoscritto alla cronaca locale ha assunto un significato geopolitico ben più ampio: l’aeroporto internazionale di Nakhchivan, nell’esclave azera al confine con l’Iran, è stato colpito da droni provenienti dalla direzione dell’Iran. La dinamica dell’evento, confermata dai principali media internazionali, apre un nuovo capitolo in un conflitto che sta già trascinando elementi civili e diplomatici ben oltre i limiti dei fronti tradizionali. In un contesto di tensione crescente nel Medio Oriente e nel Caucaso, l’attacco solleva interrogativi sulla possibile espansione del conflitto e sulle reazioni degli attori regionali ed europei.

Aeroporto internazionale: droni e danni sul terminal
L’aeroporto internazionale di Nakhchivan, infrastruttura strategica situata a circa dieci chilometri dal confine con l’Iran, è stato teatro di un attacco con droni nella giornata di giovedì. Secondo quanto riferito dalle autorità azere, almeno tre droni attribuiti alle forze iraniane hanno preso di mira il terminal passeggeri dello scalo, causando **danni alla struttura e ferendo due civili. Le immagini diffuse mostrano esplosioni e squadre di emergenza all’opera sul posto.
La dinamica dell’azione resta al centro di verifiche ufficiali, ma fonti azere citate da testate internazionali sottolineano che i velivoli senza pilota sono entrati nel territorio dell’Azerbaigian dall’area lato iraniano, cadendo sulla pista e nei pressi dell’aeroporto. Il coinvolgimento di Nakhchivan, enclave distante dal nucleo principale del conflitto irano‑israeliano, rappresenta una nuova e preoccupante estensione dell’area di impatto del conflitto.

Reazioni di Baku: protesta e richieste a Teheran
La risposta ufficiale di Baku è stata netta. Il Ministero degli Esteri dell’Azerbaigian ha condannato con fermezza i raid lanciati dal territorio della Repubblica islamica di Iran, definendo l’episodio una violazione dei principi del diritto internazionale. Le autorità hanno inoltre convocato l’ambasciatore iraniano per presentare una protesta formale e hanno chiesto spiegazioni a Teheran nel più breve tempo possibile.
Nel comunicato ufficiale, il governo azero ha ribadito che l’attacco ha provocato danni al terminal aeroportuale e ferite a civili, e ha riservato il diritto di adottare misure appropriate qualora si ripetano episodi simili. La convocazione diplomatica e la protesta sono segnali della preoccupazione di Baku per la sicurezza dell’esclave di Nakhchivan e per la stabilità regionale complessiva.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva