
Una risposta pubblicata nella rubrica delle lettere del Corriere della Sera ha acceso nelle ultime ore una discussione molto ampia intorno a una delle canzoni più commentate dell’ultimo Festival. Al centro del caso c’è un intervento di Aldo Cazzullo su un brano legato al nome di Sal Da Vinci, finito rapidamente nel mirino di critiche e reazioni sui social.
La vicenda nasce da una domanda di un lettore, che chiedeva al giornalista di chiarire un giudizio già espresso in precedenza sulla canzone vincitrice della kermesse. Nella risposta, Cazzullo ha ribadito la propria posizione, innescando una nuova ondata di commenti tra sostenitori e detrattori.

Aldo Cazzullo e la critica alla canzone di Sal Da Vinci
Nella sua risposta, Aldo Cazzullo ha spiegato che, a suo avviso, la questione non riguarda uno scontro tra una presunta élite culturale e il pubblico popolare. Ha ricordato invece come la musica leggera italiana, nei suoi passaggi più significativi, sia riuscita a parlare a un pubblico ampio, citando l’eredità di Domenico Modugno e una fase storica in cui le canzoni venivano percepite come capaci di accompagnare il clima di fiducia e le aspettative del boom economico.
Secondo il giornalista, in quel contesto la melodia riusciva a unire immediatezza e contenuto, senza rinunciare alla profondità. L’osservazione è stata inserita prima di arrivare al riferimento diretto al brano oggetto della discussione.

Il passaggio contestato: “Per sempre sì” e il paragone
Nella parte conclusiva dell’intervento, Cazzullo ha citato esplicitamente Per sempre sì, brano interpretato dal cantante napoletano Sal Da Vinci. È qui che il giornalista ha inserito la frase che ha generato le reazioni più forti: “Per sempre sì potrebbe essere la colonna sonora di un matrimonio della camorra, o a essere generosi una canzone di Checco Zalone”.
Il riferimento ha coinvolto anche Checco Zalone, chiamato in causa nel paragone. Dopo la pubblicazione, il passaggio è stato ripreso e commentato in modo esteso su piattaforme social e in diverse trasmissioni radiofoniche, in particolare nell’area campana. Ma non è finita qui…
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