
Le parole di Eros Ramazzotti sul brano di Sal Da Vinci legato al Festival di Sanremo hanno fatto rapidamente rumore, riaccendendo un confronto che, in Italia, torna ciclicamente: tradizione contro contemporaneità, identità melodica contro nuove produzioni.
Il cantautore romano, impegnato nel suo tour mondiale, ha parlato con toni netti durante un incontro con la stampa, lasciando intendere che quella canzone, per come è costruita, non rappresenterebbe in pieno l’attuale direzione del pop italiano.
Le dichiarazioni sono arrivate a Copenaghen, nel contesto di una tournée molto ampia: 85 date programmate, un calendario destinato a protrarsi fino a metà 2027 e numeri già significativi, con circa 700 mila biglietti venduti. Un percorso che in estate prevede anche il ritorno sugli stadi italiani.
Nel ragionare su ciò che oggi funziona e su ciò che invece appare meno allineato alle tendenze, Ramazzotti ha citato proprio Sal Da Vinci, ricordando un legame che dura da decenni e soffermandosi soprattutto sull’impatto dell’arrangiamento e sulla percezione del brano nel dibattito pubblico.

Il riferimento alla Nazionale Cantanti e il rapporto tra i due artisti
Ramazzotti ha chiarito di conoscere Sal Da Vinci da moltissimo tempo, ricordando esplicitamente: “Il suo pezzo lo conosco da quando l’ho invitato in Nazionale cantanti a fine anni 90”. Un passaggio che colloca il rapporto tra i due artisti su un piano di lunga frequentazione e stima personale.
Allo stesso tempo, il cantante romano ha separato il piano umano da quello strettamente artistico, esprimendo una valutazione diretta sulla proposta sanremese. La sostanza dell’osservazione riguarda, in particolare, il modo in cui la canzone è confezionata e posizionata rispetto alle sonorità che dominano oggi classifiche e piattaforme.
Secondo quanto riportato, il brano non sarebbe privo di elementi validi, ma presenterebbe un arrangiamento fortemente retro. Una scelta estetica che, nell’interpretazione di Ramazzotti, lo renderebbe meno aderente al panorama musicale italiano contemporaneo, caratterizzato negli ultimi anni da produzioni molto diverse per ritmiche, timbri e costruzione dei pezzi.
L’analisi dell’arrangiamento e il confronto con la musica attuale
Il cantautore ha collegato questa impressione anche alle modalità di fruizione della musica oggi. Il mercato musicale è sempre più influenzato dai trend digitali e dalla circolazione rapida dei contenuti, soprattutto sulle piattaforme di streaming e sui social network.
In questo contesto, la riconoscibilità di un suono “d’epoca” può diventare da un lato un tratto distintivo, ma dall’altro anche un elemento che divide il pubblico. Alcuni ascoltatori apprezzano il richiamo alla tradizione melodica italiana, mentre altri preferiscono produzioni più moderne e vicine ai linguaggi musicali contemporanei.
La valutazione di Ramazzotti si inserisce proprio in questo equilibrio tra due approcci diversi alla musica pop italiana.
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