Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

15enne scomparso nel nulla, poco fa la notizia peggiore: come l’hanno ritrovato

Esce da scuola con un programma semplice: prendere un treno, raggiungere Manhattan e incontrare un amico conosciuto online. Un appuntamento che per molti adolescenti potrebbe sembrare normale, nato tra chat e partite a un videogioco condiviso. Ma quel pomeriggio di gennaio qualcosa cambia improvvisamente direzione.

Le ore scorrono, il telefono smette di dare segnali, e la famiglia comincia a chiedersi dove sia finito Thomas Medlin, 15 anni. Passano settimane di ricerche, appelli e verifiche. Poi, tre mesi dopo, arriva la notizia più temuta: il corpo del ragazzo viene ritrovato nelle acque di un fiume.

La storia, però, non è lineare come sembrava all’inizio. Le immagini delle telecamere di sorveglianza e la ricostruzione degli investigatori raccontano una sequenza di movimenti inattesi che lasciano aperti molti interrogativi su cosa sia accaduto davvero nelle ultime ore del ragazzo.

Scomparsa di Thomas Medlin: l’uscita da scuola e l’appuntamento online

La vicenda ruota attorno alla scomparsa di Thomas Medlin, studente quindicenne della Stony Brook School, nello stato di New York. Il 9 gennaio il ragazzo lascia il liceo come qualsiasi altro giorno. Ai familiari spiega di avere un programma preciso: incontrare un amico conosciuto online tramite il popolare videogioco Roblox.

Secondo quanto ricostruito, dopo le lezioni Thomas si dirige verso la stazione per raggiungere Manhattan. Da quel momento, però, la situazione prende una piega inattesa. L’appuntamento con l’amico virtuale non avverrà mai e, nel giro di poche ore, il ragazzo sparirà completamente dai radar di familiari e investigatori.

Le prime segnalazioni confermano che il quindicenne è arrivato nella grande stazione ferroviaria della città. Ma quello che succede dopo diventerà il centro dell’indagine.

Thomas Medlin e Roblox: l’indagine sui contatti online

Quando emerge che l’incontro doveva avvenire con un contatto conosciuto su Roblox, la polizia decide di analizzare con attenzione la vita digitale del ragazzo. Gli investigatori esaminano i profili social, le chat e i possibili contatti avuti sulla piattaforma.

Secondo quanto riferito dalle autorità, non sarebbero emersi elementi che colleghino direttamente il videogioco alla scomparsa o alla morte del ragazzo. Anche la società che gestisce Roblox interviene pubblicamente attraverso un portavoce, ricordando che la piattaforma è progettata con strumenti di tutela per i più giovani.

L’azienda sottolinea che esistono funzioni che consentono ai genitori di limitare o disattivare la chat, oltre a sistemi di filtro pensati per impedire la condivisione di dati personali tra gli utenti. Inoltre, all’interno del gioco è vietato lo scambio di immagini o video tra giocatori.

Nonostante queste misure, gli investigatori continuano a verificare ogni dettaglio delle comunicazioni del ragazzo per capire se dietro l’appuntamento mancato ci fosse qualcuno o se si sia trattato di una pista sbagliata fin dall’inizio.

Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva

Successiva
Pagine: 1 2
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure