
Il caso della cosiddetta famiglia del bosco continua a far discutere tra televisione, social e opinione pubblica, riportando al centro una domanda che attraversa diritto, psicologia e servizi sociali: come si garantisce la tutela dei minori senza trasformare la genitorialità in un potere assoluto?
A riaccendere l’attenzione, nelle ultime ore, sono state le parole dello psichiatra Paolo Crepet, ospite di È sempre Cartabianca su Rete 4, nel confronto con la conduttrice Bianca Berlinguer. L’intervento è stato sintetizzato da una frase netta, rimasta invariata nel dibattito: “I bambini non sono proprietà dei genitori”.

Le parole di Paolo Crepet
In un contesto mediatico spesso dominato da interventi rapidi e frasi destinate a scorrere via, questa volta il messaggio ha avuto un effetto diverso: ha riaperto un confronto pubblico sul confine tra responsabilità genitoriale, libertà educativa e dovere delle istituzioni di intervenire quando è in gioco il benessere dei più piccoli.
Il riferimento, implicito ma chiaro, è a un principio richiamato di frequente anche in altri ambiti: le persone non sono “di qualcuno”. E, come accade per le relazioni affettive e i casi di violenza di genere, il tema della “proprietà” applicato ai legami familiari finisce per toccare corde profonde, tra paure, commozione e senso di ingiustizia percepita.
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