
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump torna a parlare del conflitto in Iran, delineando uno scenario di rapida conclusione delle operazioni militari e mostrando fiducia sugli sviluppi nel Golfo Persico.
Nel corso di dichiarazioni rilasciate dallo Studio Ovale, Trump ha ribadito che l’azione americana è ancora in corso, ma che gli Stati Uniti non intendono restare a lungo nel teatro di guerra.
«Non siamo ancora pronti a lasciare, ma lo saremo molto presto», ha spiegato, sottolineando come l’intervento sia ormai in una fase avanzata. Alla domanda su un possibile coinvolgimento più ampio, incluso l’invio di truppe di terra, il presidente ha escluso timori di escalation: «Non ho paura, veramente non ho paura di nulla».

Hormuz e il ruolo degli alleati
Uno dei punti centrali dell’intervento americano resta lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico globale. Trump ha espresso ottimismo sulla possibilità di riportare la sicurezza nella zona in tempi brevi.
«Credo che non manchi molto», ha dichiarato, spiegando che le operazioni stanno colpendo in modo sistematico le aree costiere e marittime. Il presidente ha inoltre evidenziato il contributo degli alleati regionali, lodando in particolare i Paesi del Medio Oriente, tra cui Israele, per il sostegno fornito alle operazioni.
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