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Umberto Bossi, la decisione sui funerali spiazza tutti

C’è un dettaglio che sta facendo discutere più della cerimonia stessa. Le esequie di Umberto Bossi, una delle figure più simboliche della politica italiana, si preparano in un clima insolito, lontano dai grandi eventi istituzionali a cui spesso si è abituati. Dietro l’organizzazione, però, emerge una decisione precisa che cambia completamente il significato dell’ultimo saluto.

Addio al Senatur: cerimonia a Pontida tra simboli e tradizione

Per l’ultimo saluto a Umberto Bossi si torna nel luogo simbolo della sua storia politica: Pontida. Qui, sul celebre “Sacro Pratone”, si prepara una cerimonia carica di riferimenti identitari: maxi schermo, bandiere con il Sole delle Alpi – simbolo creato dallo stesso Bossi – e la presenza degli alpini pronti a intonare il Va’ pensiero.

Un ritorno alle origini che rappresenta perfettamente il mondo costruito dal fondatore della Lega, ma che arriva dopo anni di distanza dal partito attuale. Dal 2018, infatti, Bossi aveva progressivamente preso le distanze dal nuovo corso politico.

La decisione della famiglia: funerali senza grande esposizione pubblica

A sorprendere è soprattutto la scelta della famiglia, che ha deciso di ridurre al minimo la dimensione pubblica delle esequie. Niente funerali di Stato e accessi estremamente limitati. La cerimonia si terrà nella Chiesa di San Giacomo, con circa 400 posti disponibili. Una scelta precisa: privilegiare gli “amici veri” ed evitare presenze considerate estranee o opportunistiche.

Dietro questa decisione c’è anche una motivazione politica chiara: evitare che l’attuale leadership della Lega possa appropriarsi simbolicamente della figura del fondatore, rivendicandone continuità.

Presenze istituzionali sì, ma senza protagonismi

Nonostante il profilo più intimo, alcune figure istituzionali saranno presenti. Tra queste Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani, insieme ai presidenti delle Camere. La loro partecipazione rappresenta il massimo livello istituzionale, ma il clima che si respira è diverso dal solito. In paese, tra i sostenitori storici, circola un messaggio chiaro: niente protagonismi.

Anche i giornalisti resteranno fuori dalla chiesa, seguendo la cerimonia tramite maxi schermo. Un altro segnale della volontà di mantenere il controllo sull’immagine dell’evento.

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