
La Francia piange Lionel Jospin: l’ex primo ministro e storico esponente del Partito socialista è morto a 88 anni. Protagonista della vita pubblica tra anni Novanta e Duemila, guidò l’esecutivo in una fase cruciale di coabitazione con il presidente di centrodestra Jacques Chirac, segnando una delle stagioni politiche più rilevanti della Quinta Repubblica.
Jospin arrivò a Matignon dopo la vittoria della “sinistra plurale” alle elezioni legislative del 1997. Rimase in carica fino al 2002, conducendo quello che viene indicato come il governo più longevo della Quinta Repubblica, in un contesto di equilibrio istituzionale delicato e di forte competizione tra schieramenti.

Le riforme e la svolta delle 35 ore
Nel corso del suo mandato furono varate diverse misure di politica sociale e del lavoro. Tra le più ricordate figura l’introduzione della settimana lavorativa di 35 ore, provvedimento divenuto uno dei simboli della sinistra riformista francese.
Questa riforma ha segnato profondamente il dibattito pubblico negli anni successivi, diventando un punto di riferimento nelle politiche sul lavoro e nell’organizzazione del tempo lavorativo, non solo in Francia ma anche nel confronto europeo.
Il 2002 e la sconfitta che cambia tutto
La sua traiettoria politica fu segnata anche dalle sfide per l’Eliseo. Dopo aver raggiunto il ballottaggio alle presidenziali del 1995, venne sconfitto da Jacques Chirac.
Nel 2002 tornò candidato, ma in quell’occasione non riuscì a superare il primo turno, venendo superato sia dal presidente uscente sia dal leader dell’estrema destra Jean-Marie Le Pen.
Un risultato che segnò uno dei momenti più sorprendenti e discussi della politica francese contemporanea.
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