
In Forza Italia si apre una fase di assestamento delicata dopo l’esito negativo del referendum. Il clima, nelle ultime ore, è diventato più teso e il segnale che arriva dall’area vicina alla famiglia Berlusconi viene letto come una richiesta di chiarimenti politici e organizzativi. Al centro del confronto c’è la posizione di Antonio Tajani e, più in generale, il peso della sua attuale squadra nella gestione del partito.

Forza Italia, tensioni interne su Gasparri
Secondo quanto trapela dai contatti tra dirigenti e parlamentari, si starebbe consolidando un’iniziativa interna che punta a rivedere alcuni assetti in Parlamento. In particolare, viene indicata come imminente una manovra promossa da Claudio Lotito, impegnato a raccogliere sostegni per spingere Maurizio Gasparri a lasciare l’incarico di capogruppo al Senato. Tra i nomi citati tra i firmatari figurano Maria Elisabetta Alberti Casellati e Paolo Zangrillo, mentre sullo sfondo viene evocata anche l’ipotesi Stefania Craxi.
Il segretario azzurro, dal canto suo, ha scelto una linea di comunicazione prudente. In una delle dichiarazioni più riprese ha richiamato un motto noto, pronunciando: «Partita finisce quando arbitro fischia». Una frase che, nel contesto attuale, appare come la volontà di tenere aperto il campo della partita interna, nonostante la battuta d’arresto sul terreno referendario.

Tajani frena crisi dopo referendum
Dopo il voto, Tajani ha ribadito una postura istituzionale e di rispetto per l’esito delle urne. Nel corso degli interventi pubblici ha insistito sull’idea di accettare la decisione degli elettori e di non aprire, almeno nell’immediato, una crisi politica: «Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo». In parallelo, ha riaffermato l’obiettivo di mantenere stabile l’azione del governo e di proseguire il lavoro su dossier come la legge elettorale e i rapporti con il Partito Popolare Europeo.
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