
Nuovo capitolo nella vicenda della famiglia anglo-australiana di Palmoli: mentre i tre bambini sono malati con la febbre, la madre Catherine non può accudirli, aumentando la tensione emotiva e il dramma del nucleo familiare. Il Comune ha deciso di intervenire con una misura temporanea per favorire il ricongiungimento dei genitori con i figli. Grazie a una delibera di Giunta, Nathan e Catherine hanno ricevuto l’assegnazione di un alloggio a finalità sociale situato vicino al campo sportivo, in contrada Fontelacasa. La concessione è limitata a un periodo massimo di due anni e rappresenta un supporto straordinario, finalizzato a permettere alla coppia di completare la ristrutturazione del casolare nel bosco, oggi privo di certificato di abitabilità.
L’alloggio temporaneo non è un contratto di locazione tradizionale e non prevede rinnovi automatici: la scelta consente al Comune di mantenere un controllo diretto sulla misura, contenendo la spesa pubblica e garantendo un monitoraggio costante della situazione.

Un percorso verso la riunione familiare
L’assegnazione dell’alloggio è subordinata alla presentazione di un progetto di ristrutturazione del casolare entro sei mesi. Si tratta di una struttura che necessita di interventi di adeguamento igienico-sanitario, indispensabili per consentire il ritorno dei bambini in sicurezza. Contestualmente, Nathan incontrerà oggi a Vasto l’assistente sociale Veruska D’Angelo, per fornire ulteriori elementi utili al tribunale per i minorenni dell’Aquila, che dovrà valutare l’evoluzione della misura e il possibile recupero della potestà genitoriale.
Le condizioni dei bambini, ricoverati temporaneamente presso una casa famiglia di Vasto, impongono interventi costanti e la spesa è significativa: 244 euro al giorno per ciascun minore, un onere rilevante per il bilancio comunale. Il sindaco Giuseppe Masciulli ha comunque confermato la disponibilità del Comune a sostenere anche la scuola parentale, garantendo ai tre bambini l’accesso al doposcuola 2-3 giorni a settimana, favorendo così la socializzazione e la continuità educativa.
Catherine e il dramma della separazione
La madre Catherine, allontanata dai figli lo scorso 6 marzo, vive una condizione di profonda disperazione. Il suo dolore è stato raccolto in una lunga conversazione notturna resa pubblica dallo psichiatra Tonino Cantelmi, con la supervisione del difensore Danila Solinas e della psicologa Martina Aiello.
Cantelmi sottolinea: «Catherine è una madre che non può contenere il dolore di una separazione così dura e incomprensibile. Dobbiamo restituire a Catherine dignità e accompagnare il suo dolore, spesso scambiato superficialmente per ostilità».
Le parole della donna descrivono un dramma quotidiano: «Tutti e tre i bambini sono malati con la febbre e non hanno accesso alle cure e all’amore della loro madre, da cui non sono mai stati separati in tutta la loro vita. Saperli ammalati e non poterli consolare mi distrugge». Catherine aggiunge: «Sto davvero facendo molta fatica a sopportare il fatto che i miei figli siano malati e che non mi sia nemmeno stato permesso di andarli a trovare, controllare come stanno e confortarli. Questo è sbagliato sotto così tanti aspetti».
La donna racconta anche notti insonni e paura costante: «Non riesco a dormire per la preoccupazione per tutti e tre. Sono spaventati, depressi e ora separati dalla madre, dal padre, dagli animali e dalla casa e dalla vita che conoscono e amano».
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