
Ventimiglia attraversa ore di forte tensione istituzionale dopo le dimissioni di Serena Calcopietro, ormai ex assessora al Turismo in quota Fratelli d’Italia. La decisione arriva in seguito a una serie di contenuti pubblicati sui social che hanno generato un acceso dibattito politico, innescando reazioni immediate da parte delle opposizioni e di una parte dell’opinione pubblica.
Al centro del caso ci sono frasi considerate offensive verso chi si era espresso in modo diverso rispetto alle sue aspettative in una recente consultazione referendaria. Nei post incriminati, l’esponente politica aveva definito alcuni cittadini come “idioti spaventati” e persone “retrograde”, parole che hanno rapidamente alimentato un’ondata di polemiche.
Non si è trattato, però, soltanto di un attacco rivolto all’elettorato. Alcuni passaggi hanno coinvolto anche il rapporto con le istituzioni, aprendo un fronte ancora più delicato: quello della legittimazione degli organi dello Stato e del rispetto delle funzioni pubbliche, tema che nelle ultime ore ha assunto un ruolo centrale nel confronto politico locale.
Nel giro di pochi giorni la vicenda è diventata un caso cittadino, con ripercussioni dirette sulla maggioranza e sulla gestione amministrativa. Alla fine, la scelta del passo indietro è stata formalizzata con un atto ufficiale, presentato come necessario per riportare l’attenzione sul lavoro del Comune e chiudere una fase di forte esposizione mediatica.

Che cosa ha scritto sui social e perché è scoppiata la polemica
Il contenuto dei messaggi pubblicati dall’ex assessora ha provocato un’immediata reazione politica perché, oltre agli insulti rivolti a una parte del corpo elettorale, conteneva affermazioni riferite al sistema giudiziario. In uno dei passaggi più discussi, Calcopietro ha sostenuto che il Paese meriterebbe una “giustizia di pessimo livello” e ha accusato i “magistrati di sinistra” di essere corrotti.
Si tratta di dichiarazioni che, per la loro gravità e per la sede in cui sono state diffuse, hanno portato le opposizioni e diversi interlocutori civici a parlare di un attacco alle istituzioni e ai principi democratici, oltre che di una comunicazione ritenuta incompatibile con un ruolo pubblico. La pressione, progressivamente aumentata, ha finito per investire anche la tenuta politica della giunta cittadina.
Nei giorni successivi, la questione si è spostata dal singolo post alle conseguenze sull’azione amministrativa. Secondo quanto emerso nel dibattito locale, la preoccupazione principale era che il caso potesse trasformarsi in un elemento di stallo, con continui richiami alle dichiarazioni e un clima di conflitto permanente dentro e fuori il Consiglio.
Dimissioni irrevocabili: la decisione ufficiale
Nella mattinata del 30 marzo 2026, Serena Calcopietro ha formalizzato l’uscita dalla giunta protocollando le dimissioni irrevocabili. In una nota, ha comunicato di aver rimesso le deleghe nelle mani del sindaco di Ventimiglia, spiegando che l’evoluzione degli ultimi giorni non le consentiva di proseguire con serenità nell’incarico.
Nello stesso testo, l’ex assessora ha rivendicato il lavoro svolto, descrivendo la propria esperienza amministrativa come improntata a impegno, serietà e costanza, con l’obiettivo di operare nell’interesse della comunità. Ha anche sottolineato che si trattava della sua prima esperienza nel governo cittadino e che, pur tra difficoltà e responsabilità, aveva cercato di mantenere un approccio orientato al servizio pubblico.
Un passaggio rilevante della dichiarazione riguarda il riconoscimento dell’errore: Calcopietro ha ammesso di aver sbagliato nei contenuti e nei toni del post che ha scatenato la polemica, affermando che l’esito delle urne deve essere rispettato in quanto espressione della volontà popolare. In questo quadro, ha rinnovato le scuse alla cittadinanza.
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