
Secondo le indicazioni emerse nelle ultime ore, Gabriele Gravina sarebbe orientato a valutare le dimissioni dalla presidenza della FIGC. L’incontro con le componenti federali previsto in giornata viene considerato un passaggio rilevante per chiarire la posizione del presidente e i prossimi passaggi istituzionali.
Sullo sfondo restano il terzo fallimento consecutivo nella corsa ai Mondiali (il secondo durante la gestione Gravina) e le contestazioni seguite alle dichiarazioni successive a Bosnia-Italia, che hanno alimentato tensioni con il governo e con una parte del sistema sportivo.

FIGC, le pressioni politiche e la posizione del ministro Abodi
Il contesto si è irrigidito dopo l’intervento del ministro per lo Sport Andrea Abodi, che ha chiesto in modo esplicito le dimissioni del presidente federale, criticando le dichiarazioni rilasciate da Gravina dopo la partita con la Bosnia.
Nel frattempo, alle proteste di una parte della tifoseria si sono aggiunte prese di posizione di esponenti politici e di figure legate al mondo sportivo. Il quadro complessivo ha contribuito a isolare progressivamente Gravina, rendendo più complessa la prosecuzione del mandato.

Successione FIGC: i nomi in valutazione per la presidenza
In caso di avvicendamento al vertice, iniziano a circolare i profili che potrebbero entrare nella partita per la guida della Federazione. Tra i nomi indicati figurano Giovanni Malagò, considerato vicino a una parte della Serie A, e Giancarlo Abete, già presidente FIGC dal 2007 al 2014 e, allo stato, ritenuto il candidato più accreditato.
Viene inoltre citata l’ipotesi di una soluzione condivisa con un ticket che coinvolga Matteo Marani, oggi presidente della Lega Pro. Più defilata, al momento, la posizione di Demetrio Albertini.
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