
Continuano le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi, 51 anni, e della figlia Sara Di Vita, trovate senza vita durante le festività natalizie in provincia di Campobasso. Nelle ultime ore gli investigatori hanno raccolto nuove informazioni ascoltando circa trenta persone in Questura, tra amici della giovane, vicini di casa, conoscenti e familiari, con l’obiettivo di ricostruire in modo puntuale gli eventi.
L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Larino. Le verifiche scientifiche avrebbero modificato l’impostazione iniziale del caso: la prima ipotesi di un’intossicazione alimentare è stata superata dopo gli esami del Centro antiveleni Maugeri di Pavia. Secondo quanto emerso, nel sangue di entrambe e nei capelli della donna sarebbero state riscontrate tracce di ricina, sostanza altamente tossica. Sulla base di questi esiti è stato aperto un fascicolo per duplice omicidio contro ignoti.

Indagini su Pietracatella: focus sui pasti del 23 e 24 dicembre
Con il progredire degli accertamenti, l’attenzione si è concentrata su un possibile contesto temporale preciso. Gli inquirenti stanno esaminando in particolare due momenti: i pasti del 23 e del 24 dicembre consumati nell’abitazione di famiglia a Pietracatella, dove la polizia è tornata anche per ulteriori sopralluoghi.
Il 23 dicembre, secondo quanto ricostruito finora, il pranzo o la cena si sarebbero svolti in un gruppo ristretto, con la presenza della madre, della figlia minore e del padre, Gianni Di Vita, mentre la figlia maggiore non era in casa. Diversa la situazione del cenone della Vigilia, quando nell’abitazione erano presenti circa quindici persone.
Familiari ascoltati e sviluppi sulla difesa del padre
Nel quadro degli approfondimenti, gli investigatori hanno sentito anche membri della famiglia. Tra questi, la figlia maggiore Alice, indicata come l’unica che non avrebbe manifestato sintomi riconducibili a un avvelenamento, e lo stesso padre.
La posizione di Gianni Di Vita è stata oggetto di attenzione anche per un cambio nella difesa: l’avvocato Arturo Messere ha rinunciato all’incarico. A rappresentarlo è ora l’avvocato Vittorino Facciolla. Le attività investigative proseguono senza escludere alcuna ipotesi, in attesa di ulteriori riscontri.
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