
È un quadro medico-legale pesantissimo quello che emerge dai primi riscontri sull’autopsia di Giacomo Bongiorni, il 47enne morto a Massa nella notte tra l’11 e il 12 aprile, in piazza Felice Palma. Dopo le prime ipotesi, gli accertamenti sembrano indicare con maggiore nettezza un nesso diretto tra l’aggressione subita e il decesso.

Gli esiti dell’autopsia: lesioni gravissime
L’esame è stato affidato al medico legale Francesco Ventura. Secondo le informazioni filtrate finora, gli esiti preliminari rafforzerebbero l’ipotesi che la morte sia stata provocata direttamente dalle percosse, più che da una caduta accidentale, scenario valutato nelle primissime fasi.
Le lesioni descritte sono di estrema gravità: si parla di una emorragia cranica molto estesa e di un dislocamento della mandibola, compatibile con colpi violenti al volto. Elementi che, se confermati nella relazione definitiva, potrebbero incidere in modo determinante sull’impianto accusatorio e sulla ricostruzione dell’accaduto.
La tragedia si è consumata in pochi minuti, nel cuore della città e davanti a più persone. Bongiorni è stato trovato a terra, privo di sensi. Accanto a lui, secondo quanto riferito, erano presenti il figlio e la compagna, in stato di forte shock. I soccorsi sono intervenuti rapidamente, ma per l’uomo non ci sarebbe stato nulla da fare.
La dinamica: dalla tensione alla rissa
Gli accertamenti medico-legali puntano a chiarire non solo la causa della morte, ma anche la dinamica delle lesioni: la presenza di un’importante emorragia cranica e di un danno severo alla mandibola viene ritenuta compatibile con un’aggressione ripetuta. In questa fase, gli inquirenti attendono di incrociare i dati clinici con le testimonianze raccolte e con gli eventuali riscontri tecnici.
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