
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la Procura di Pavia accelera improvvisamente sull’inchiesta bis e mette Andrea Sempio al centro del nuovo impianto accusatorio. Nel pomeriggio del 7 maggio i magistrati hanno notificato alla difesa del 38enne l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto che di fatto apre la strada alla possibile richiesta di rinvio a giudizio. Per gli inquirenti sarebbe stato lui, all’epoca diciannovenne e amico stretto del fratello della vittima, a uccidere Chiara nella villetta di via Pascoli il 13 agosto 2007.

La nuova ricostruzione della Procura parla di un delitto maturato dopo un presunto approccio sentimentale o sessuale respinto dalla giovane. Secondo l’ipotesi accusatoria, Sempio avrebbe colpito Chiara almeno dodici volte, probabilmente utilizzando un martello. Nel fascicolo vengono contestate anche due aggravanti pesantissime: quella della crudeltà e quella dei motivi abietti, elementi che rafforzano il quadro delineato dai pm. Dopo anni in cui il caso sembrava definitivamente chiuso con la condanna di Alberto Stasi, la nuova inchiesta ha completamente ribaltato lo scenario giudiziario.
Con la chiusura delle indagini si apre ora una fase decisiva. La Procura renderà accessibili agli avvocati tutti gli atti raccolti, comprese intercettazioni, consulenze tecniche e relazioni investigative. È la cosiddetta fase della discovery, che consentirà alla difesa di analizzare integralmente il materiale dell’inchiesta prima della richiesta formale di processo.
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