
Una notte segnata da sirene, esplosioni e scie nel cielo: la Russia ha colpito Kiev con uno degli attacchi più intensi dall’inizio della guerra in Ucraina, impiegando un mix di sistemi d’arma che, secondo quanto riferito, include missili cruise, droni d’attacco e vettori ipersonici.
Tra gli elementi che hanno attirato maggiore attenzione c’è il presunto impiego del missile Oreshnik, un balistico progettato per colpire obiettivi a lunghissima distanza. Nelle ore precedenti, l’ambasciatore statunitense a Kiev aveva parlato dell’arrivo di un’offensiva “eccezionale”. Nella notte, quella definizione ha trovato riscontro nei report e nelle immagini circolate online.
Secondo le prime ricostruzioni, un Oreshnik sarebbe stato lanciato verso l’area della capitale. Filmati diffusi in rete mostrerebbero la separazione di testate multiple nella fase terminale del volo, con ogive dirette al suolo a velocità ritenute estremamente elevate, nell’ordine di circa 20mila chilometri orari.
Il possibile bersaglio indicato è il distretto di Bila Tserka, a circa 80 chilometri a sud di Kiev. Se confermato, sarebbe la terza volta che Mosca impiega questo tipo di missile nel conflitto. Al momento, diverse informazioni restano oggetto di verifiche indipendenti, mentre le autorità continuano a valutare danni e traiettorie.

Il presunto impiego del missile Oreshnik
L’Oreshnik viene descritto come un missile balistico con una gittata stimata attorno ai 5.000 chilometri, quindi teoricamente in grado di raggiungere una vasta area del continente europeo. Secondo le informazioni disponibili, il sistema sarebbe compatibile anche con testate nucleari, un aspetto che contribuisce ad alzare il livello di attenzione sul suo utilizzo.
Nei precedenti impieghi contro l’Ucraina, secondo quanto riportato, le ogive multiple non avrebbero trasportato cariche atomiche né esplosivo convenzionale. La capacità distruttiva, in tali ricostruzioni, deriverebbe in larga parte dall’energia cinetica generata dall’impatto a velocità ipersonica, un fattore che può produrre effetti devastanti anche in assenza di detonazioni tradizionali.
In passato sarebbero stati colpiti obiettivi nella zona industriale di Dnipro e infrastrutture energetiche nella regione di Leopoli, a breve distanza dal confine con la Polonia. Questa volta, l’eventuale coinvolgimento dell’area di Kiev rappresenterebbe un avvicinamento significativo del bersaglio verso il cuore politico e amministrativo del Paese.
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