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“Costretta all’ossigeno, sta peggiorando”. Il dramma della principessa, l’annuncio che fa paura

Le condizioni di salute di Mette-Marit di Norvegia tornano al centro dell’attenzione internazionale dopo la diffusione di nuove immagini che la ritrarrebbero con un supporto per l’ossigenoterapia. La principessa, da anni alle prese con una patologia respiratoria rara, avrebbe ridotto ulteriormente la sua presenza negli impegni ufficiali, alimentando interrogativi sul decorso della malattia.

Le fotografie, rilanciate da testate e siti di informazione in più Paesi, hanno riacceso il dibattito sulle apparizioni pubbliche sempre più sporadiche e sulla necessità di un ossigeno portatile anche durante eventi istituzionali. Un dettaglio che, secondo quanto riportato, confermerebbe un quadro clinico complesso e in evoluzione.

La protagonista è la principessa Mette-Marit, 52 anni, moglie del principe ereditario Haakon. Da tempo è noto che soffra di fibrosi polmonare, una malattia degenerativa che può compromettere in modo progressivo la capacità respiratoria e richiedere terapie di supporto sempre più frequenti.

A fare chiarezza sul punto è stato lo stesso principe ereditario Haakon, intervenuto pubblicamente per aggiornare sulle condizioni della moglie. Il futuro sovrano ha spiegato che la principessa ricorre quotidianamente all’ossigenoterapia, un trattamento utile a supportare la respirazione ma che non risolve la patologia di base.

Mette-Marit durante un'uscita istituzionale: la principessa ha ridotto gli impegni ufficiali

Cosa comporta la fibrosi polmonare

La fibrosi polmonare è caratterizzata da un progressivo irrigidimento e da cicatrizzazione dei tessuti dei polmoni. Con il tempo, questa trasformazione può ridurre l’efficienza degli scambi di ossigeno e rendere più faticosa la respirazione, soprattutto durante sforzi anche moderati. In casi selezionati, i pazienti possono necessitare di ossigenoterapia per mantenere adeguati livelli di ossigenazione.

Nel caso della principessa, la necessità di un ossigeno medico utilizzato con continuità è stata interpretata come un segnale di difficoltà respiratoria persistente. Le immagini circolate in rete avrebbero contribuito a rendere più visibile un elemento che, per sua natura, è strettamente legato all’evoluzione clinica della malattia.

Secondo quanto riferito dalla famiglia reale, negli ultimi tempi sarebbe stata presa in considerazione anche l’eventualità di un trapianto di polmone. Si tratta di un’opzione terapeutica che viene valutata in contesti specifici, quando la funzionalità respiratoria è significativamente compromessa e quando sussistono le condizioni cliniche e organizzative per un percorso complesso, che include valutazioni, liste di attesa e un delicato follow-up.

La prospettiva di un trapianto di polmone, pur indicata come ipotesi, sottolinea la serietà della condizione descritta. In un quadro di questo tipo, gli specialisti tendono a monitorare l’andamento dei sintomi e la risposta alle terapie, modulando progressivamente i livelli di supporto necessari alla vita quotidiana.

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