
Una nuova intercettazione finita agli atti della Procura di Pavia riporta l’attenzione sul delitto di Garlasco e sulla posizione di Andrea Sempio, nell’ambito della nuova inchiesta coordinata dagli inquirenti. Al centro del dialogo, trasmesso in televisione, c’è il tema del Dna di Alberto Stasi e del fatto che non sarebbe stato rilevato sotto le unghie di Chiara Poggi, elemento che continua a essere richiamato nel dibattito sul caso.
L’audio è stato diffuso nel corso della puntata di “Quarto Grado” del 29 maggio su Rete 4 e rientra tra le intercettazioni ambientali raccolte dagli investigatori. Nel confronto emergono valutazioni familiari e interpretazioni personali sulle tracce biologiche e sugli elementi processuali già noti, aspetti che gli inquirenti stanno analizzando nel quadro complessivo degli accertamenti.


Intercettazione su Garlasco: il dialogo tra Andrea Sempio e il padre
La conversazione risale al 3 novembre 2025. È Giuseppe Sempio ad avviare il ragionamento con il figlio, soffermandosi sulla mancata presenza del Dna di Stasi e collegando l’elemento a una lettura critica dell’impianto investigativo. Nel dialogo, il padre dice: “Ha detto una cosa basilare, che stanno dicendo tutti praticamente, alla fine, no? Stasi è rimasto in casa fino a sera a mangiare la pizza, giorni prima si sono frequentati e non c’è il DNA di Stasi, ti sembra logico? Cioè questo qua ha fatto cinque o sei giorni con lei in casa, a fare e disfare quello che vuoi, non c’è il DNA. C’è un DNA solo, non ha una logica questa cosa qua. Il punto è che non ci sia il DNA di Stasi, quindi, quindi che cosa ne consegue al fatto che non sia stato trovato il DNA di Stasi? Ne consegue che secondo me hanno fatto di tutto per poter arrestare questo qua. Secondo me quello che ha fatto le indagini sapevano già che questo si piglia poco perché se andiamo avanti.. E allora che cosa è successo? Che qualcuno ha fatto una magagna, una bella magagna”.
Andrea Sempio prende le distanze: il passaggio sulle impronte
Nel prosieguo dell’audio, Andrea Sempio replica contestando l’impostazione del padre e richiamando gli elementi già emersi nel procedimento a carico di Stasi, in particolare la questione delle impronte. Sempio afferma: “Siamo nei complotti, sì siamo nelle robe. E allora porta una prova. No, le sue impronte in casa ci sono, tra le 60 impronte ci sono le impronte di Stasi. E’ stato anche condannato per le impronte”. Nonostante ciò, il padre continua a insistere sulla difficoltà, a suo giudizio, di spiegare l’assenza di tracce biologiche del fidanzato della vittima.

Il punto sul Dna e la “tesi” richiamata nel dialogo
Durante la conversazione, Giuseppe Sempio aggiunge: “Vabbè, ho capito, ma guarda che anche se fosse, anche se trovassero il DNA è normale perché è il suo fidanzato. Siccome non c’è ed è il suo fidanzato è peggio“. Andrea Sempio, a sua volta, prova a ricondurre il tema alla ricostruzione attribuita agli investigatori, spiegando: “Io sto dicendo, il fatto che non ci sia che cosa significa? Perché la loro risposta è, è l’ultima persona con cui si è toccata è Sempio, quindi le è rimasto il DNA di Sempio. Perché le è rimasto il DNA di Sempio e non quello di Stasi? Perché l’ultima volta ha toccato Sempio e non Stasi, questa è la loro tesi”.
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