
Gli incidenti in montagna continuano a mietere vittime, anche tra chi quei luoghi li frequenta da una vita e conosce bene i rischi del territorio. Un pomeriggio che sembrava dedicato alla cura ordinaria di un sentiero si è trasformato in tragedia nel giro di pochi istanti, lasciando attoniti i presenti e un’intera comunità in lutto. Le dinamiche di questi eventi seguono spesso uno schema simile: un terreno insidioso, una distrazione, un appiglio che manca — e il destino si compie prima che chiunque possa intervenire.
Quando si lavora su pendii ripidi e terreni rocciosi, anche la presenza di sistemi di sicurezza non garantisce l’incolumità. Le corde di protezione lungo i sentieri di montagna riducono i rischi, ma non li eliminano del tutto: basta un momento di equilibrio precario, una superficie bagnata o cedevole, per trasformare un’operazione di routine in una caduta fatale. È quanto accaduto sabato 30 maggio nel Tirolo austriaco, dove un imprenditore altoatesino di 61 anni ha perso la vita dopo essere precipitato per oltre 40 metri.
I soccorsi e la corsa contro il tempo

La tragedia si è consumata nel primo pomeriggio nei pressi di Längenfeld, vicino a Sölden, a circa 1.800 metri di quota. Lorenz Kröss si trovava sul posto insieme a due amici per svolgere lavori di manutenzione su un terreno venatorio di cui era affittuario da molti anni. Il terreno, scosceso e roccioso, presentava condizioni difficili: nonostante fosse installata una corda di sicurezza lungo il percorso, verso le 16:00 l’uomo ha perso l’equilibrio ed è scivolato nel vuoto, cadendo per oltre 40 metri senza riuscire ad aggrapparsi a nulla.
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