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Guerra, l’annuncio è appena arrivato. Rischio catastrofe mondiale

La crisi tra Iran e Stati Uniti entra in una fase di ulteriore irrigidimento, con ripercussioni che si estendono a più fronti del Medio Oriente. Nelle ultime ore il Kuwait ha comunicato di aver intercettato missili e droni diretti verso il proprio territorio, mentre Washington ha confermato nuovi attacchi contro infrastrutture militari iraniane. Sullo sfondo restano i negoziati sul programma nucleare di Teheran, ma l’intensificarsi delle operazioni e lo scambio di accuse rendono più complesso qualsiasi avanzamento diplomatico.

Parallelamente, aumenta la tensione in Libano, dove gli Stati Uniti stanno tentando una mediazione tra Israele e Hezbollah per evitare un allargamento del conflitto. In questo contesto, Teheran ha annunciato la sospensione dei colloqui con Washington, motivandola con quanto accade sul fronte libanese, e ha dichiarato di essere pronta a chiudere completamente lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per i traffici energetici globali.

Tra gli sviluppi più rilevanti della giornata figura la notizia di una telefonata in corso tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu, segnalata dall’emittente israeliana Channel 12, avvenuta dopo la minaccia iraniana di interrompere i negoziati con gli Stati Uniti nel quadro dell’escalation in Libano.

Grafica informativa sulla crisi tra Iran e Stati Uniti

Telefonata Trump-Netanyahu e contatti diplomatici Usa

19.03 – Telefonata in corso Trump-Netanyahu
Il presidente americano Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu stanno tenendo un colloquio telefonico, dopo la minaccia da parte dell’Iran di interrompere i negoziati con Washington a causa dell’escalation israeliana in Libano. Lo riferisce l’emittente israeliana Channel 12.

Il confronto tra i due leader si inserisce in una fase delicata, in cui la linea diplomatica statunitense è affiancata da un’intensa attività operativa e da contatti con i partner regionali. Nelle ore precedenti sono stati riferiti anche colloqui separati del segretario di Stato Marco Rubio con figure istituzionali in Libano e in Israele, nel tentativo di favorire un meccanismo di de-escalation limitato.

05:37 – Rubio sente Aoun e Netanyahu
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha avuto colloqui separati con il presidente libanese Joseph Aoun e con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Gli Stati Uniti stanno cercando di promuovere una tregua limitata che preveda la cessazione degli attacchi di Hezbollah contro Israele e, in cambio, il congelamento di nuove operazioni israeliane nell’area di Beirut. La mediazione appare però ancora lontana da un risultato concreto.

La dinamica regionale resta comunque intrecciata con la partita più ampia tra Washington e Teheran, dove i canali negoziali sul nucleare vengono descritti come fragili e soggetti a continui stop and go, soprattutto quando sul campo aumentano gli episodi militari e la pressione politica reciproca.

Raid Usa e rivendicazioni iraniane: la sequenza degli eventi

05:41 – Nuovi raid Usa contro infrastrutture iraniane
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha annunciato di aver condotto nel fine settimana attacchi definiti di autodifesa contro radar, centri di comando e postazioni utilizzate per il controllo dei droni iraniani nelle aree di Goruk e dell’isola di Qeshm. Washington sostiene che l’operazione sia stata una risposta all’abbattimento di un drone americano e alle minacce contro la navigazione internazionale nelle acque del Golfo.

Secondo la comunicazione statunitense, l’azione rientrerebbe in un quadro di “autodifesa” legato alla sicurezza delle rotte marittime. Le aree menzionate, tra costa e isole strategiche, vengono considerate sensibili per il controllo dei movimenti nel Golfo e per l’impiego di sistemi senza pilota, elemento che negli ultimi mesi è diventato centrale nelle rispettive accuse.

06:02 – Pasdaran: distrutta una base aerea americana Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito e distrutto una base aerea statunitense utilizzata per operazioni contro obiettivi iraniani nella provincia di Hormozgan. La notizia è stata diffusa dall’agenzia Mehr e rappresenta l’ennesimo capitolo dello scontro diretto tra Teheran e Washington. Al momento non sono arrivate conferme indipendenti sull’entità dei danni o sull’eventuale presenza di vittime.

Le dichiarazioni delle Guardie Rivoluzionarie contribuiscono ad alimentare il clima di incertezza informativa che spesso accompagna le fasi più tese: alle rivendicazioni e agli annunci segue, in più casi, l’assenza di riscontri indipendenti immediati. In parallelo, la componente militare continua a condizionare la dimensione politica della crisi, rendendo più difficile isolare il tavolo dei negoziati dalle evoluzioni sul terreno.

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