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“Vergogna e dimissioni”: Trump-Meloni, il duro intervento di Bonelli

C’è una nuova polemica politica che attraversa l’Italia e che nasce da dichiarazioni destinate a pesare anche sul piano diplomatico. Le parole attribuite a Donald Trump sul rapporto con Giorgia Meloni al G7 di Evian hanno innescato una catena di reazioni incrociate, trasformando una vicenda internazionale in un caso politico interno. Una dinamica che, secondo quanto ricostruito anche da Libero Quotidiano, ha immediatamente acceso lo scontro tra maggioranza e opposizioni.

Giorgia Meloni G7 Evian e le parole di Donald Trump

Al centro del caso ci sono le affermazioni riportate da Donald Trump sul vertice del G7 di Evian, dove il presidente americano avrebbe commentato il rapporto con la premier italiana con toni destinati a far discutere: “Non volevo parlarci ma mi ha fatto pena, mi ha implorato per fare una foto insieme”. Un passaggio che ha rapidamente superato i confini del dibattito internazionale per diventare materia di scontro politico in Italia.

La lettura di queste dichiarazioni, diffuse e rilanciate nel giro di poche ore, ha aperto interrogativi sul piano istituzionale e sulla gestione dei rapporti tra alleati, con una particolare attenzione al ruolo della presidente del Consiglio e alla sua immagine all’estero.

Giorgia Meloni G7 Evian e le reazioni di Avs e opposizioni

Nel campo delle opposizioni la reazione non è stata uniforme. I leader di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, hanno attaccato duramente la premier. Bonelli ha parlato di “subalternità con cui Meloni ha costruito il rapporto con il presidente degli Stati Uniti, una subalternità che ha fatto perdere la dignità all’Italia e agli italiani – attacca Bonelli -. Una presidente che ha difeso in questi anni gli interessi economici di Trump a tal punto da essere diventata patriota a Washington e forestiera in Italia. In conclusione al posto della presidente Meloni proverei tanta vergogna e comincerei a pensare seriamente al fatto di non essere più adeguata a rappresentare l’Italia” e dunque “a farsi da parte. Perché ha fatto fare una figuraccia all’Italia intera”.

Fratoianni ha invece dichiarato: “Non so se essere più preoccupato per un Trump ormai senza freni, e il problema è che fa il Presidente degli Stati Uniti, o per la credibilità pari a zero di Meloni a livello internazionale, e il problema è che fa la Presidente del Consiglio dei ministri del nostro Paese”. E ancora: “Verrebbe francamente voglia di esprimere solidarietà a Giorgia Meloni. Se non fosse che tutto questo è il risultato delle sue scelte e della subalternità a Trump, come confermano gli acquisti di armi e di gas dagli Usa, che peseranno enormemente sui bilanci delle famiglie del nostro Paese. Una situazione grottesca che gli italiani non si meritano davvero”.

Più sfumata la posizione di altri esponenti dell’opposizione. Elly Schlein non è intervenuta direttamente, mentre diversi membri del Partito Democratico hanno espresso solidarietà istituzionale alla premier. Riccardo Magi di +Europa ha definito Trump “un bullo”, aggiungendo però la necessità di un “mea culpa” da parte della leader di Fratelli d’Italia.

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