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Forte scossa di terremoto in Italia: zona colpita e magnitudo

Un boato lieve, poi quel tremolio improvviso capace di interrompere il silenzio della notte. All’alba di domenica, in diverse abitazioni, c’è stato chi si è svegliato di colpo e chi ha osservato lampadari e oggetti muoversi per alcuni istanti. La scossa di terremoto ha riportato l’attenzione su un territorio da sempre sottoposto a un’attenta sorveglianza sismica.

Le prime segnalazioni sono comparse nelle ore immediatamente successive all’evento, mentre i sistemi di rilevazione lavoravano per ricostruire coordinate, intensità e profondità del movimento. Il clima, al momento, è quello della comprensibile apprensione, ma non emergono conseguenze gravi per la popolazione.

Rilevazione di una scossa di terremoto in Italia

Terremoto in Campania: la scossa registrata nelle prime ore del mattino

Secondo quanto rilevato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il sisma si è verificato alle 04:56 di oggi, domenica 12 luglio. La terra ha tremato con una magnitudo di 3.3, un dato sufficiente a rendere il fenomeno chiaramente percepibile in vari comuni della regione.

L’epicentro è stato localizzato ad Apice, nel territorio della provincia di Benevento. L’ipocentro, cioè il punto in profondità dal quale si è originata la scossa, è stato stimato a circa 13 chilometri: un elemento che ha favorito la diffusione delle onde sismiche anche oltre l’area più vicina al centro dell’evento.

Epicentro ad Apice, le verifiche dopo il sisma nel Beneventano

Nei piccoli centri dell’entroterra campano la notte ha lasciato spazio a un risveglio insolito. In pochi secondi, la quiete delle strade ancora vuote è stata sostituita da telefonate, messaggi e richieste di informazioni. Le autorità locali hanno avviato i contatti con le strutture di controllo per accertare eventuali criticità, soprattutto in relazione agli edifici pubblici e al patrimonio storico dell’area.

La zona dell’Appennino meridionale è costantemente osservata dagli esperti, che analizzano anche i movimenti di minore intensità per aggiornare il quadro dell’attività delle faglie presenti nel sottosuolo. Ogni rilevazione contribuisce a definire con maggiore precisione il livello di attenzione necessario nei territori interessati.

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