
La Francia punta il dito contro la Russia per una presunta vasta offensiva di cybersabotaggio e spionaggio ai danni di vari Paesi europei. Il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha attribuito l’operazione all’Fsb, il servizio federale di sicurezza russo. Parigi ha quindi convocato al Quai d’Orsay l’ambasciatore russo Alexeï Mechkov e annuncia misure restrittive contro nove individui e quattro organizzazioni ritenute coinvolte. Analoga iniziativa è stata comunicata anche dalla Germania, che convocherà il rappresentante diplomatico di Mosca.

Francia-Russia, l’accusa di attacco ibrido contro l’Europa
Secondo la ricostruzione illustrata da Barrot, l’azione informatica avrebbe interessato circa dieci Paesi del continente. Nel mirino sarebbero finiti ministeri, aziende e infrastrutture considerate strategiche, in un quadro che Parigi definisce di minaccia ibrida alla sicurezza europea.
Tra i bersagli indicati dalle autorità francesi compare anche la rete ferroviaria della Polonia. Gli investigatori avrebbero individuato un tentativo di compromettere il regolare transito dei treni, un episodio che accresce il rilievo dell’allarme lanciato nelle ultime ore.

Cybersicurezza e disinformazione: la risposta di Parigi
La Francia sottolinea di avere potenziato negli anni recenti gli strumenti destinati a fronteggiare interferenze e operazioni digitali provenienti dall’estero. Un ruolo centrale è affidato a Viginum, la struttura incaricata di rilevare le ingerenze straniere online, affiancata dall’agenzia nazionale per la sicurezza dei sistemi informatici.
Il ministro degli Esteri ha richiamato l’attività svolta da queste strutture nel contrasto alla disinformazione e nella tutela delle ultime consultazioni elettorali. La convocazione dell’ambasciatore e le sanzioni annunciate rappresentano ora la risposta diplomatica francese alle accuse rivolte a Mosca.
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