
La vicenda giudiziaria di Mario Roggero entra in una nuova fase. Dopo la conferma definitiva della condanna, per il gioielliere di Grinzane Cavour, nel Cuneese, è arrivato il momento dell’esecuzione della pena. Ma nelle ore che precedono il suo ingresso in carcere, la famiglia ha compiuto un ultimo tentativo per chiedere una diversa soluzione.

Mario Roggero condannato: emesso l’ordine di carcerazione
La Procura di Asti ha emesso l’ordine di esecuzione per la carcerazione nei confronti di Mario Roggero, 72 anni, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per i fatti avvenuti il 28 aprile 2021 a Grinzane Cavour, quando il gioielliere sparò contro tre rapinatori, uccidendone due e ferendone un terzo.
Il provvedimento è arrivato dopo la decisione della Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso presentato dalla difesa confermando la sentenza già emessa nei precedenti gradi di giudizio. Il processo di primo grado, celebrato ad Asti, si era concluso con una condanna a 17 anni, poi ridotta in appello a Torino.
Come riporta Leggo, l’ordine di carcerazione è stato firmato dal procuratore Biagio Mazzeo e prevede che il condannato venga accompagnato in un istituto penitenziario per scontare la pena. Roggero, secondo quanto riferito, si starebbe dirigendo verso il carcere di Bollate, nel Milanese, per costituirsi spontaneamente.

Mario Roggero, la moglie presenta la domanda di grazia
Nelle stesse ore in cui è stato disposto l’ingresso in carcere, la moglie di Mario Roggero, Mariangela Sandrone, ha presentato una domanda di grazia per il marito. Un ultimo tentativo per chiedere un intervento che possa modificare il percorso giudiziario ormai arrivato alla fase definitiva.
A spiegare la presentazione dell’istanza è stato Sergio Novani, che coordina il collegio difensivo insieme all’avvocato Stefano Marcolini. “Questa mattina – spiega Novani – è stata depositata una domanda di grazia da parte della signora Mariangela Sandrone e contestualmente il collegio difensivo tramite l’avvocato Stefano Marcolini ha depositato un’istanza per il differimento dell’esecuzione della pena in pendenza della domanda di grazia”.
La difesa ha chiesto quindi che gli uffici competenti possano pronunciarsi prima dell’effettivo ingresso in carcere. “Attendiamo, quindi, che l’ufficio di sorveglianza di Torino che è stato adito insieme al Tribunale di sorveglianza possano provvedere prima della carcerazione e noi confidiamo nel fatto che il provvedimento intervenga prima della carcerazione”, ha aggiunto Novani.
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