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Grazia a Roggero, il richiamo di Mattarella: cosa accade ora

La condanna è definitiva, la richiesta di grazia per Mario Roggero è entrata nel confronto politico e dal Quirinale è arrivato un chiarimento sulle competenze previste dalla Costituzione. La vicenda del gioielliere di Grinzane Cavour, dopo la sentenza della Cassazione, resta al centro dell’attenzione nazionale.

Al momento, non è stata concessa alcuna grazia. Il Ministero della Giustizia ha avviato l’istruttoria prevista, mentre l’eventuale decisione finale spetta esclusivamente al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Mattarella in un momento pubblico durante le celebrazioni pasquali

Mario Roggero, condanna definitiva per la rapina del 2021

La Corte di Cassazione ha confermato la pena di 14 anni e 9 mesi inflitta a Mario Roggero, oggi 72enne. La pronuncia ha chiuso il percorso giudiziario relativo alla rapina avvenuta nell’aprile 2021 nella sua gioielleria di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo.

Secondo quanto ricostruito nelle sentenze, tre persone avevano preso di mira l’attività commerciale. Roggero esplose alcuni colpi di arma da fuoco quando i rapinatori erano in fuga.

Due dei tre uomini morirono, mentre il terzo rimase ferito. Per i giudici non ricorrevano le condizioni della legittima difesa, poiché il pericolo immediato era ormai cessato. Con il verdetto della Suprema Corte, la condanna è divenuta esecutiva.

Immagine relativa al caso giudiziario di Mario Roggero

La richiesta di grazia per Mario Roggero

Dopo la decisione della Cassazione, Matteo Salvini ha chiesto alle forze del centrodestra di sostenere una domanda di grazia per il gioielliere. L’iniziativa è stata condivisa dai capigruppo della coalizione e da alcuni componenti del governo, fra cui Antonio Tajani e Guido Crosetto.

Il Ministero della Giustizia ha quindi comunicato l’avvio dell’istruttoria prevista dalla normativa. Si tratta di una fase tecnica e preliminare, necessaria per acquisire gli atti e gli elementi utili a definire il quadro della vicenda.

L’apertura della procedura non equivale a una decisione favorevole né anticipa l’esito dell’eventuale domanda. Gli accertamenti seguiranno l’iter indicato dalle norme.

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