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“Lo abbiamo trovato così”. Sindaco scomparso in Italia, ora l’annuncio: un paese intero sotto shock

Per giorni, tra strade silenziose, boschi e scarpate difficili da raggiungere, la speranza è rimasta appesa a un filo. Ogni segnalazione, ogni sorvolo e ogni sentiero controllato potevano nascondere una risposta alla scomparsa che aveva gettato nell’angoscia un’intera comunità.

Poi, dopo un lungo lavoro di ricerca, è arrivata la notizia più dolorosa. L’uomo cercato da giorni è stato trovato senza vita sul fondo di un dirupo, in una zona aspra e impervia che ha reso particolarmente complesso anche l’intervento di recupero.

Scomparsa e ritrovamento: la tragica conclusione delle ricerche

La vittima è Franco Greco, 75 anni, ex sindaco di Savelli, nel Crotonese. Insegnante in pensione e volto noto della vita pubblica locale, Greco era conosciuto non soltanto per il suo passato nelle istituzioni, ma anche per il lungo legame costruito con il territorio.

Secondo quanto riportato, l’ex amministratore si era allontanato dalla sua abitazione il 20 luglio. Le sue condizioni di salute, segnate da diverse patologie, avevano immediatamente fatto crescere l’attenzione attorno alla vicenda e spinto le autorità ad attivare il piano di ricerca.

Savelli, trovato morto in un dirupo l’ex sindaco Franco Greco: era scomparso da una settimana

Franco Greco trovato in un dirupo: dove è avvenuta la scoperta

Il corpo di Franco Greco è stato individuato in località Feroletto, non lontano dalla strada provinciale che collega l’area crotonese a San Giovanni in Fiore, in provincia di Cosenza. Un tratto di territorio difficile, fatto di vegetazione e dislivelli, dove ogni operazione richiede estrema prudenza.

A individuare il corpo sono stati i Vigili del Fuoco, che hanno lavorato insieme ai Carabinieri dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria e agli uomini del Soccorso Alpino e Speleologico Calabria. Alle ricerche hanno collaborato inoltre volontari della Croce Rossa e associazioni presenti sul territorio.

Le operazioni non si sono fermate per giorni. Squadre a terra, controlli nelle aree rurali e boschive e l’impiego di droni hanno scandagliato una zona molto ampia, senza che nelle prime fasi emergessero elementi decisivi.

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